processo cav
GEAPRESS – Oltre 150 attivisti antivivisezionisti erano ieri presenti presso il Tribunale di Den Bosch in Olanda, per sostenere gli attivisti che, nell’aprile 2013 liberarono, con un’azione eclatante, alcuni beagle di un allevamento per la sperimentazione animale (vedi articolo GeaPress).

La prima udienza è servita ad esaminare la lista dei testimoni. Di quelli presentati dalla difesa, è stata rifiuta la presenza di Danny Flies, presidente CAV, mentre, nel prossimo mese di ottobre, sarà ascoltato il Dr. André Ménache quale consulente scientifico CAV (Coalition Anti Vivisection), associazione alla quale appartengono gli attivisti.

Ménache è altrì un Medico Veterinario di fama internazionale presidente dell’associazione Antidote Europe, che raggruppa numerose professionalità in campo scientifico schierate contro la sperimentazione animale. Ménache, nato in Belgio, ha lungamente lavorato in  Israele, Gran Bretagna e Sud Africa.

Danny Flies, dal canto suo, ha preso con filosofia l’esclusione dalla lista dei testimoni. Nella giornata di ieri ha comuque voluto commentare l’avvio del processo, ricordando la fine orribile dalla quale sono stati fatti fuggire i sei beagle.Per lui, gli imputati, sono delle “perone coraggiose“.

Non hanno esitato ad assumersi i rischi dell’azione – ha commentato il presidente di CAV –  Neanche per un solo momento hanno pensato a cosa potesse loro succedere”.

A volto scoperto e finanche seguiti da una troupe televisiva. Per quegli atti saranno ora giudicati dal di  Tribunale di Den Bosch.

Per me – ha aggiunto Danny Flies –  la definizione di un ‘criminale’ è chiara. Si tratta di qualcuno che ha offeso e ferito un altro essere vivente per servire i propri interessi. In un salvataggio non si può essere considerati criminali. Dopo l’azione, Nadine, Sandra, Jack, Simon e Robert sono  andati volontariamente alla polizia“.

In effetti, dopo la liberazione dei beagle ed il loro allontanamento verso un luogo sicuro, la troupe televisiva che seguiva gli animalisti ebbe modo di documentare l’autodenuncia del gruppo e le facce, forse un po’ incredule, dei poliziotti che se li videro presentare presso la Stazione di polizia.

Il presidente della Coalizione Anti Vivisezione si dice certo di sapere come reagiranno gli attivisti. “Sei beagle liberati, sono ora felici e sicuri.  Non si preoccupano di una condanna. Nel fondo del loro cuore, sanno (e sappiamo tutti) che si trattava di un atto di vera compassione. Qualunque sia la sentenza della Corte, io e tutta la famiglia CAV, non deluderemo i nostri amici“.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati