GEAPRESS – Hanno liberato sei beagle da un allevamento per la sperimentazione animale in Escharen, in Olanda, ed hanno poi volontariamente comunicato il tutto alla polizia di Marnixstraat ad Amsterdam. I componenti di Anti Dierproeven Coalitie (Coalizione Contro la Vivisezione) si sono poi fatti fotografare con i beagle in braccio, contenti e soddisfatti di avere ridato loro una vita.

Secondo Robert Miller, responsabile di Anti Dierproeven Coalitie  “quei cani erano condannati a morte se non avessimo agito“. I cagnolini, ora, non verranno più utilizzati per la vivisezione ma saranno collocati presso alcune famiglie.

Miller ha altresì dichiarato come non riusciva a distogliere il suo pensiero da quei cagnolini ed anche per questo, per non nascondere il problema della vivisezione, ADC ha organizzato l’azione di liberazione. Per il resto, ha detto sempre Miller, verrà tutto riferito con orgoglio alla polizia. Sia per lui che per gli altri partecipanti all’azione.

ADC si è detta altresì disposta ad acquisire tutti i cani del laboratorio Jan Rutten, dove è avvenuta l’azione di liberazione. Molto probabilmente  per gli attivisti si aprirà ora un’azione giudiziaria. Difficile ipotizzare che il laboratorio in questione vottà considerare quella azione come una “liberazione”.

Quanto occorso ieri in Olanda,  ha fatto subito capolino anche in Italia. Secondo il Coordinamento Fermare Green Hill “questa azione ha contribuito ad abbattere il muro di silenzio in Olanda”. Lo stesso allevamento, riferiscono gli animalisti italiani che per sabato 20 stanno organizzando una manifestazione a Milano (vedi articolo GeaPress) era pressocchè sconosciuto.

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