GEAPRESS – Esattamente un anno addietro, l’otto settembre 2010, il Parlamento europeo ha approvato la famigerata direttiva vivisezione. Anzi, il testo si appellerebbe, già nella sua stessa denominazione, alla “protezione degli animali utilizzati per fini scientifici”.

Non una direttiva, dunque, che parla di vivisezione o sperimentazione medica, e neanche di uso degli animali. E’ la direttiva che li deve proteggere! Parrebbe quasi che la scienza che utilizza animali abbia avuto così un freno. Inoculare, incannulare, oppure tagliare, ad esempio le corde vocali, ma con modi (sic!). Si, va bé. In realtà, con il plauso pure della cosiddetta lobby animalista europea, i vivisettori hanno ottenuto una direttiva che gli fornisce il salvacondotto a far tutto. E’ la direttiva del condizionale. La coniugazione dei paradossi del … salvo che. E’ vietato tutto, o quasi, salvo che …. .

Piovuta quasi per caso nel distratto panorama italiano, la polemica sulla direttiva dei distratti ha rinfocolato l’opposizione ad un metodo, quale quello del modello animale, che non si può cancellare solo perchè rimasto bloccato nei tempi.

Nell’unica condanna contro medici vivisezionisti esistente in Italia (condanna in primo grado, poi incappata nei tempi di prescrizione del reato) uno degli imputati, ora defunto, già Preside di un’importante Facoltà, ebbe a dichiarare innanzi al Pretore del Tribunale di Palermo, che la sperimentazione da lui praticata non poteva essere certa del raggiungimento di un risutato congruo. Quel medico aveva perfettamente ragione. E’ la gaia scienza. Osservi un fatto, magari provocandolo, cerchi di individuarne i passaggi ed i meccanismi che li regolano, e lo devi poi riprodurre in ambiente controllato. Solo così avrai capito, con la legge che ne hai ricavato, come e perchè un fenomeno naturale funziona in una certa maniera.

Più tempo passa dalla nota iniziale, più è difficile cambiare la musica perchè tutto è costruito su un castello ossidato dal tempo. Poi di tanto in tanto nascono le menti libere, che si oppongono ai modelli imperanti nella società e dimostrano quello che per molti è frutto di mente illogica. Così fu per la teoria della relatività, mentre le idee che permeavano il mondo della scienza erano quelle che portavano a sperimentare sugli animali i gas dell’imminente sterminio nazista. Neanche a dirlo, lo scienziato “pazzo” era Albert Einstein. Lo stesso che si augurava un’evoluzione della nostra società verso una dieta vegetariana.

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