GEAPRESS – Ora è confermato. Alla Harlan non arriveranno più scimmiette. Si tratterebbe in realtà della differenza rispetto alle 104 già consegnate in base all’autorizzazione annuale di 900 animali (vedi articolo GeaPress).Secondo quando riportato ieri sera dall’On.le Vittoria Brambilla, le sarebbe stato promesso dal Presidente della Harlan David Broken, ieri incontrato dall’ex Ministro del Turismo intervenuta anche in qualità di rappresentante della Associazioni Enpa, Lav, Leal, Leidaa, Lndc, Oipa e 100% animalisti.

Ho formalizzato al Presidente David Broker la nostra richiesta di potere ritirare le 104 scimmie arrivate nei giorni scorsi – ha dichiarato l’On.le Brambilla – per salvare loro la vita. Per le altre centinaia, che avrebbero dovuto completare il carico, mi è stata data la garanzia che non arriveranno più“.

Già intorno alle 15.00 di ieri, le voci di una possibile positiva conclusione dell’incontro erano iniziate a circolare. Ci avevano pensato Edgar Meyer e Stefano Apuzzo, presidente di Gaia Animali & Ambiente e di Amici della Terra Lombardia i quali si chiedevano altresì “se alle parole seguiranno i fatti e soprattutto – avevano detto i due responsabili animalisti – sapere che fine faranno la restante parte delle scimmie che non arriveranno in Italia. Se, cioè, verranno cedute, oppure rimarranno in Cina e con quale destino“. E’ probabile, però, che la restante parte delle scimmie non siano state ancora catturate, oppure facciano parte di un numero più ampio gestito dagli esportatori, appartenenti a più ditte e operanti con più clienti.

Poi, intorno alle 18.00 la più diretta conferma dell’Associazione 100% animalisti. Le 796 scimmie non arriveranno. Per le 104 della spedizione scoperta proprio da 100% animalisti, Broken si prenderà due settimane di tempo per decidere cosa fare. Infine il comunicato della Brambilla. L’incontro con il Presidente della Harlan è stato, tra l’altro, una nuova occasione per ribadire quanto già anticipato telefonicamente. Una legge dello Stato e una norma regionale vieteranno, secondo la Brambilla, l’allevamento di cani, gatti e primati non umani destinati alla sperimentazione. Per l’ex Ministro del Turismo sta cambiando l’attenzione degli italiani. “La stragrande maggioranza dei cittadini – ha dichiarato l’On.le Brambilla – condanna la sperimentazione animale e i traffici ad essa connessi, perché offendono le nostre coscienze e i nostri sentimenti“.

Intanto oggi la vivisezione ritorna di scena, ma come oggetto di protesta e con un solo augurio. Ovvero che scompaia del tutto. Decine di manifestazioni in almeno 50 città italiane. Tutto coordinato da Occupy Green Hill, il movimento sorto spontaneamente nel corso delle manifestazioni contro l’allevamento di cani beagle di Montichiari (BS). Lo sciopero della fame degli attivisti, oltre un mese di presidio permanente e tantissime adesioni. Nel sito di Occupy Green Hill, tutte le info su come fare per mettersi in contatto e partecipare ai presidi. Sit in anche alla Harlan di Correzzana (MB). Ovviamente proprio lì, oggi, non si poteva mancare.

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