GEAPRESS – Uno spiraglio di sole, anche se la sera era già avanzata e la temperatura era scesa a soli cinque gradi. Alexander, l’attivista antivivisezionista colpito da arresto cardiocircolatorio due giorni addietro, non è più in coma farmacologico. Si è svegliato, è vigile e in queste ore sta tentando pure di riprendere a parlare. La notizia è arrivata proprio ieri sera, assieme ad altre due importanti novità che sicuramente caratterizzeranno il presidio nei prossimi giorni. La prima è che i manifestanti si sono infine spostati lungo la strada che conduce a Green Hill. La piazza del Municipio di Montichiari, addobbato con lucine natalizie ed alberello, non è stata più concessa. Forse quelle transenne perenni a sbarrare l’accesso ai portici del Municipio, erano visivamente inconciliabili. Poi anche il divieto di continuare ad utilizzare una tenda. Lungo la strada per Green Hill, invece, è ora possibile. Più isolati ma con Green Hill sott’occhio. Da presidio, tutto sommato, si osserva sicuramente di più che dalla piazza.

L’altra notizia si ricollega in un certo senso alla migliore visibilità dell’allevamento. Non sarebbero, almeno in queste ore, partiti camion con i cani da sperimentare. Normali movimenti, ma nulla più. E’ questo forse l’aspetto più difficile da interpretare di tutta la vicenda. Se la piazza non è stata più concessa perché dava verosimilmente fastidio a qualcuno, perché indirizzare i manifestanti, sebbene non a portato di mano di Green Hill, ma comunque in un posto più vicino al tanto odiato allevamento?

Ad ogni modo, i manifestanti ci sono e promettono di aumentare. Stanotte hanno dormito in sei, ma almeno fino a sera tarda vi erano altre 12 persone. Sono previsti nuovi arrivi, sebbene dal gruppo continuano a lanciare appelli per mantenere il presidio. Intanto alla Questura è stata comunicata la loro presenza fino al 20 dicembre. Già stamani i manifestanti hanno ripreso gli striscioni. “Stop Vivisezione”, “Chiudete Green Hill”.

Di sicuro ogni giorno che passa, è un nuovo record nella battaglia animalista contro la vivisezione. Mai, in Italia, vi è stata tanta attenzione sull’argomento. Anzi, a ben guardare la fantomatica Direttiva europea sulla sperimentazione animale (ovvero, come titolata, sul benessere animale ….) sembrava quasi che fosse cascata sopra dal nulla. Come da un lungo torpore. Fu in un certo senso da Montichiari che riprese la corsa, con la grande manifestazione organizzata a Roma dal Coordinamento Fermare Green Hill, e contemporaneamente svoltasi in molte altre città d’Italia (vedi articolo GeaPress).

Lo stesso Coordinamento annuncia ora una nuova iniziativa, per il 23 dicembre alle 10.30, innanzi alla Regione Lombardia. La Regione, secondo il Coordinamento, potrebbe fin da subito disporre la chiusura dell’allevamento facendo semplicemente rispettare la legge regionale sugli animali d’affezione. Regole che valgono per tutti gli allevamenti lombardi, dicono sempre al Coordinamento Fermare Green Hill, e che non godono di deroghe, come ad esempio quelle della microchippatura, delle quali avrebbe invece potuto beneficiare l’allevamento di Montichiari. 

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