GEAPRESS – Momenti di tensione, ieri intorno ad ora di pranzo, a Montichiari. Denunce incrociate tra un dipendente di Green Hill e due attivisti del gruppo di “cani sciolti” che presidia la strada che conduce all’allevamento. Secondo il dipendente, sarebbe stata messa in atto una provocazione, secondo i due attivisti, invece, c’è stato un vero e proprio investimento, sebbene senza gravi conseguenze, uno dei quali avvenuto quando già erano arrivati i Carabinieri avvisati dagli stessi manifestanti. Un fatto che preoccupa proprio chi sta continuando il presidio, incredibilmente spostato, per volontà della Questura, dalla piazza di Montichiari alla strada che conduce proprio a Green Hill. I due manifestanti che hanno sporto denuncia, non sono di presenza occasionale al presidio, bensì in loco da quando è iniziata la protesta. Ad ogni modo, continueranno a rimanere lì e tengono a fare sapere che la notte di Capodanno (ovviamente non per festeggiare …) sperano in una presenza ancora più evidente di persone.

Nonostante il decoro della piazza sia stato ripristinato (ovvero dove prima era il presidio) la vicenda Green Hill è entrata in Consiglio comunale. Una discussione di una ventina di minuti che ha preso spunto, mercoledì scorso, da una interpellanza presentata dal Gruppo del PD. Tra i punti salienti il regolamento di attuazione della legge regionale in tema di animali d’affezione (16/2006) che fissa un tetto massimo di 200 cani per struttura (Green Hill è autorizzato per 2500). Argomento, questo, che è stato lungamente al centro delle campagne di sensibilizzazione del Coordinamento Fermare Green Hill.

Il Sindaco di Montichiari, Elena Zanola, ha riferito di un preciso quesito che è stato inviato agli Uffici regionali i quali hanno risposto che Green Hill deve essere considerato “allevamento” e non, pertanto, assimilabile a “canile”. Fatto questo che, secondo quanto riferito dal Sindaco, ne rende impossibile la chiusura. Anzi, sempre secondo il Sindaco, se Green Hill chiuderà sarà per scelta della proprietà. “Ci farebbe molto piacere“, ha detto il Sindaco, il quale ha però aggiunto che quell’allevamento rispetta la legge, tanto che le stesse irregolarità evidenziate dall’ASL di Montichiari, non sarebbero sufficienti a chiuderlo.

Green Hill, cioè, risponderebbe solo ai dettami del Decreto Legislativo 116, ovvero l’adempimento italiano alla vecchia Direttiva sulla sperimentazione animale.

La Zanola ha inoltre riferito che tutte le tre realtà che stanno protestando contro Green Hill (Comitato Montichiari Contro Green Hill, Coordinamento Fermare Green Hill e gruppo dei “cani sciolti”) sono stati da lei incontrati e sarebbero consapevoli del fatto che nei poteri del Sindaco, non è contemplata la chiusura dell’allevamento. Anzi, chi ha voluto seguire tale strada, ovvero la Regione Emilia Romagna e l’allevamento di beagle Morini (oggi chiuso) è stata cassata dall’Unione Europea. La Regione Lombardia, dunque, faccia quello che vuole e poi ne riparliamo, dice la Zanola. Il riferimento, evidente, è a quanto recentemente dichiarato dal Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, che ha posto all’esame degli Uffici competenti lo studio di una proposta di legge che possa finalmente chiudere l’allevamento di Montichiari.

Il Coordinamento Fermare Green Hill, da noi contattato, ha però smentito sia le recenti notizie di stampa affermati che alcuni militanti sarebbero stati seguiti da non meglio specificati individui, e men che meno che il fatto sarebbe stato denunciato ai Carabinieri, ma ha anche voluto specificare che nell’ultimo incontro avuto con il Sindaco Zanola, risalente grosso modo ad un mese e mezzo addietro, non è stata espressa alcuna consapevolezza. Ovvero che il Sindaco non possa chiudere l’allevamento, anzi questa rimane una richiesta precisa del Coordinamento alla Zanola. Diverso discorso, dicono sempre dal Coordinamento, sulla risposta della Regione, che è invece confermata. Secondo la Regione Lombardia, Green Hill risponde alla 116/92 (norma nazionale sulla sperimentazione animale) e non alla legge regionale.

Insomma, stante così le cose Green Hill chiuderà se Green Hill lo vorrà. 

PRECISAZIONE: il Comitato Montichiari contro Green Hill, in merito a quanto riportato in Consiglio Comunale dal Sindaco Zanola, tiene a precisare che non vi è stata da parte loro alcuna consapevolezza sul fatto che nei poteri del Sindaco non è contemplata la chiusura dell’allevamento, e nessuno in tal senso li ha interpellati. Il Comitato Montichiari contro Green Hill si è limitato a consegnare le firme al Sindaco il 2 dicembre scorso e a prendere atto delle sue affermazioni, ricordandole che la protesta e la raccolta delle stesse firme proseguiranno comunque.

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