GEAPRESS – Cambi in piazza. Ovviamente in quella di Montichiari, dove da nove giorni un gruppo di manifestanti aveva iniziato lo sciopero della fame per i cani di Green Hill. Da stamani di quello che era il drappello orginario sono rimasti in due, mentre una terza persona continua lo sciopero ma con meno giorni di digiuno, essendosi aggregata in un secondo momento. Stanotte dormiranno almeno in otto, ma l’arrivo di nuovi gruppi ha forse creato qualche incomprensione.

Dalla Questura, fanno sapere che il presidio rimane così stabilito fino al 13, ma alcuni del gruppo originario dei “cani sciolti” hanno comunicato ai funzionari della Digos il loro allontanamento e, pertanto, la dissociazione per quanto può accadere non più in loro presenza. Sia dalla Polizia Municipale che dalla Questura, fanno sapere però che attualmente a Montichiari non vi è alcun problema di ordine pubblico e che la protesta va avanti così come originariamente comunicato.

E’ però cambiato qualcosa. Forse la stanchezza oppure un poco di nervosismo conseguente alla perquizione di un furgone arrivato oggi e non appartenente al gruppo degli orginari nove manifestanti. Nella perquisizione, comunque, non è stato rilevato niente di significativo. Ai manifestanti è stato, inoltre, chiesto di spostarsi in un punto diverso della piazza.

Lo sciopero della fame nei pressi del Municipio di Montichiari, era nato per iniziativa di un gruppo di persone che si erano conosciute nel corso delle iniziative anti Green Hill. Nessuna Associazione o bandiera di appartenza, ma solo “cani sciolti” come loro stessi si erano definiti. Da tale iniziativa aveva preso le distante il Comitato Montichiari Contro Green Hill. Troppa improvvisazione per combattere Green Hill. Sebbene non coinvolto nella scelta dei “cani sciolti”, aveva invece espresso la solidarietà ai manifestanti, il Coordinamento Fermare Green Hill. Lo scorso ottobre, cinque dei suoi attivisti, erano riusciti a salire sul tetto del capannone numero uno, quello dal quale partono i cani per le spedizioni nei laboratori di mezza Europa. Una visione più radicata nell’azione diretta oltre che nell’antispecismo e nell’essere vegan. I prossimi giorni, saranno certamente decisivi.

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