GEAPRESS – Green Hill un giorno dopo. Dei tredici attivisti fermati ieri è stata rilasciata solo una ragazza di 17 anni. Per tutti gli altri, invece, è scattato l’arresto e sono attualmente presso la casa circondariale di Brescia dove, per le 14.00 di oggi, era già stato indetto un primo presidio di solidarietà.

Pesanti i reati contestati. Rapina in propria (ovvero mezzo per ottenere l’impossessamento), furto pluriaggravato, violazione di domicilio, invasione di terreni ed edifici, danneggiamento aggravato, resistenza e violenza a Pubblico Ufficiale. Si tratta di persone provenienti da Milano, Roma, Treviso, Firenze e poi dalla Romagna. Due degli arrestati, inizialmente comunicati come originari del bresciano, avevano invece fornito generalità false. A coordinare le indagini è il dott. Ambrogio Cassiani Sostituto procuratore della Procura della Repubblica di Brescia.

Otto donne e quattro uomini, di età compresa tra 51 e i 22 anni. Difficile immaginare che tutti fossero consapevoli dei reati che stavano commettendo. In alcuni casi si sono fatti fotografare e sono apparsi sorridenti sui giornali con i beagle tra le braccia. Una donna, addirittura, è stata fermata e poi arrestata in via Falcone, a Montichiari, con un beagle. Per legge, purtroppo, gli animali sono oggetti. Non hanno diritti propri se non in funzione degli usi dell’uomo. Hanno cioè un proprietario e quel beagle l’aveva: Green Hill.

Episodi, quelli occorsi ieri, che lasciano spazio ad alcuni dubbi. Secondo il Coordinamento Fermare Green Hill, la Polizia non avrebbe impedito alle persone di arrivare alle recinzioni dell’allevamento. La Questura di Brescia, invece, parla di circa 150 manifestanti bloccati proprio nei pressi della recinzione. Confermata nel complesso la dinamica diffusa da GeaPress ieri sera (vedi articolo GeaPress). I manifestanti parlano di buchi nella rete mentre la Polizia di vere e proprie tronchesse, come oggi nuovamente confermato.

Sta di fatto che alla vista dei cuccioli è stato il caos. Centinaia di mani si sono alzate cercando di portarli via. C’è chi li ha nascosti nello zaino, chi invece se ne è andato in giro con il beagle in braccio, sorridendo pure ai fotografi.

Persone rimaste bloccate tra le due recinzioni ed altre fermate da Carabinieri e Polizia all’interno dell’allevamento. I manifestanti hanno parlato di porte trovate aperte, mentre la Questura di Brescia di forzatura delle stesse. Di sicuro è difficile trovare un precedente dove i manifestanti stimano presenze minori rispetto a quelle comunicate dalla Questura. Circa 1000, secondo il Coordinamento, contro i 1400 riportati oggi dalla Questura di Brescia.

Intanto il popolo animalista si mobilita. Più o meno consapevoli del reato di fatto commesso, quello che importa loro è l’azione. Dopo mesi di campagne martellanti, incatenamenti, scioperi della fame, proteste in tutta Italia e ripetute non risposte dal mondo della politica, Green Hill sembra, tutto sommato, non difficile da violare. Un problema di ordine pubblico, insomma.

Manifestazioni in programma per i prossimi giorni ed invio di mail. Il numero della Questura di Brescia è pure apparso nei giornali esteri. Massimo riserbo sui luoghi dove sono stati portati i cuccioli e la femmina adulta che ieri si è riusciti a togliere dall’allevamento di Green Hill. Alcuni di loro sarebbero già stati visitati da Medici Veterinari.

Gli arrestati non apparterebbero ad alcun gruppo organizzato ma, in alcuni casi, sarebbero nomi già noti per azioni in difesa degli animali. Numerosi Avvocati stanno in queste ore facendo pervenire la disponibilità ad assistere i dodici arrestati mentre si stanno avviando alcune collette per sostenere le spese legali.

Una cosa è certa. La lotta alla vivisezione ha raggiunto, ieri, un livello mai toccato prima. Sono questi i casi dove la politica deve dare delle risposte. Chi pensa che i 1400 di Montichiari erano persone fuori dal comune (cosiddetti eroi, per alcuni, o criminali, per altri) si sbaglia. Tante facce, tante età, tante storie. A Montichiari c’era la sensibilità diffusa di una Italia che non vuole più torture agli animali e politici che non danno risposte. Dall’Assessorato alla Sanità della Regione Lombardia hanno sostenuto che Green Hill deve essere chiuso da Roma. Dal Ministero della Salute, invece, sostengono che deve essere il Sindaco di Montichiari. Poi, però, si scopre che Green Hill non trasgredisce la legge. Si può provare a capire ma a volte può sfuggire di farsene una ragione che non sia d’impulso. Ci sarà un processo e, come abbiamo già detto, molti avvocati si stanno proponendo per la difesa.

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