GEAPRESS – “Forse siamo delle illuse, ma non possiamo restare indifferenti di fronte alle migliaia di animali, massacrati nel nome della falsa scienza.” Così presentano la nuova singolare iniziativa contro la vivisezione Eleonora, Elisabetta e Rossella, instancabili attiviste che in questi mesi sono state in prima linea nella protesta antivivisezionista in Italia.

Eleonora ed Elisabetta lo scorso dicembre avevano partecipato insieme ad altri sette (tra uomini e donne) allo sciopero della fame per chiedere la chiusura dell’allevamento di cani beagle destinati alla sperimentazione animale, l’ormai famoso Green Hill di Montichiari (BS). Una protesta fin dall’inizio composta e silenziosa che richiamò l’attenzione di tanti animalisti e la solidarietà della stessa popolazione di Montichiari e dintorni.

Una compostezza unita alla determinazione di non rimanere indifferenti e di sensibilizzare sul tema della sperimentazione animale che ritroviamo in questo nuovo particolare modo di manifestare il proprio dissenso nella speranza di scuotere le coscienze.

Una luce artificiale quale simbolo “per la vita senza voce“, una luce di speranza accesa lo scorso 6 giugno a Montichiari e portata davanti a Palazzo Broletto, sede del Comune e della Provincia di Brescia, e davanti tanti altri Municipi dei Comuni della provincia. Poi quello stesso giorno la luce è stata sistemata davanti l’allevamento di Green Hill (nella foto).

Stasera alle 21 il raduno è previsto nel piazzale della zona industriale di Montichiari. Accanto alla luce sarà acceso anche un braciere “nel quale bruceremo le nostre promesse, i nostri desideri, le nostre aspettative che avremo scritto su un foglio di carta” dicono le organizzatrici.

Venerdì 15 giugno, poi, l’appuntamento è all’aeroporto Orio al Serio (BG) dal quale “le donne della luce” raggiungeranno Bruxelles. Qui un’agenda fitta di incontri per portare la protesta davanti all’Europarlamento, da dove nel settembre 2010 uscì la pessima direttiva sulla vivisezione.

Da Bruxelles, quindi, si ritornerà a Roma in tempo per la manifestazione nazionale contro la vivisezione indetta per sabato 16 giugno davanti la sede del Senato della Repubblica. Anche qui, come a Montichiari, sarà acceso un braciere.

Il nostro unico fine è arrivare a chi ancora non ha capito quali orrori si nascondano dietro alla vivisezione – dicono all’unisono le organizzatrici dell’evento – la luce che noi portiamo è un urlo silenzioso, l’urlo pieno di dolore e di paura degli animali dentro alle gabbie dei laboratori. Dobbiamo trovare la forza ed il coraggio di batterci per una causa così alta. Ognuno di noi deve diventare una luce che rischiara il buio dell’indifferenza.”

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