GEAPRESS – “Unitevi a noi, contro Green Hill, contro tutti i Green Hill del mondo“. Così si è concluso l’intervento di Elisabetta (vedi video in calce all’articolo), del gruppo dei “cani sciolti”, che ieri mattina ha tenuto a Montichiari una conferenza stampa nella piazza del Municipio.

Parole di apprezzamento per il Questore di Brescia, che ha ricevuto il gruppo di manifestanti in sciopero della fame, e per i funzionari della Digos. Quasi a voler sottolineare che non esistono a Montichiari problemi di ordine pubblico, anzi, la voce un poco stanca di Elisabetta, si riaccende quando entra nel merito delle accuse rivolte dal Sindaco Elena Zanola, proprio sui paventati problemi di sicurezza alla comunità di Montichiari.

Raccogliamo anche le cicche delle sigarette lasciate dai passanti, e riceviamo i ringraziamenti dalle Forze dell’Ordine. Perché – si chiede Elisabetta a nome dell’intero gruppo – il Sindaco deve alimentare allarmismi inesistenti, quando in pericolo sono solo i cani di Green Hill?”.

Abbiamo raccolto firme, spedito mail, cosa si deve fare per esprimere l’indignazione che si prova dentro? – si domanda ancora Elisabetta – Siamo pacifisti e questa è la maniera nella quale crediamo di deve protestare“.

Ognuno si assuma le sue responsabilità ed il Sindaco, al quale comunque viene dato atto di avere cambiato negli ultimi tempi atteggiamento nei confronti di Green Hill, non definisca più i manifestanti “deficienti“. Così, secondo il gruppo dei cani sciolti, il Primo Cittadino si sarebbe espresso nei confronti degli animalisti che protestano.

Ma cosa chiedono i manifestanti? In attesa di un auspicabile sequestro della Magistratura, il Sindaco deve provvedere con un sequestro amministrativo temporaneo. Sulle irregolarità, del resto, riferisce ora anche la stessa Asl di Brescia. Poi bisognerà approvare l’emendamento alla proposta di legge comunitaria voluta dalla Brambilla che, se così approvato, dovrebbe consentire la chiusura di Green Hill. I tempi, però, si posticipano almeno fino al prossimo gennaio e nel frattempo, i cani di Green Hill, continuano a partire. Da qui l’appello contro tutti i Green Hill del mondo. “Non lasciateci soli, venite a darci una mano“.

Si avverte determinazione, ma anche stanchezza, inevitabile dopo una settimana che si digiuna. La stessa Elisabetta, ieri, ha dovuto lasciare la postazione, ma Green Hill chiuderà. Lo dicono ormai in tanti e lo ha nuovamente ribadito, ieri, anche l’On.le Michela Brambilla intervenuta alla conferenza stampa. E’ stata questa l’occasione anche per un botta e risposta tra la Brambilla (vedi articolo e video GeaPress, ) e la Zanola (vedi articolo e video GeaPress, ). Quest’ultima aveva accusato Striscia la Notizia e la stessa Brambilla, di avere creato situazioni tali da mettere gravemente a rischio l’ordine pubblico.

La Brambilla, in un suo comunicato, ha dichiarato come “lo stabilimento Green Hill dovrà essere chiuso, prima di tutto per motivi di ordine morale. Perché offende il cuore di milioni di italiani che amano gli animali e vogliono vederli rispettati. Tutta la mia stima ed il mio ringraziamento – ha aggiunto l’on. Brambilla – vanno a coloro che, per anni, hanno sostenuto con varie iniziative questa battaglia. C’é chi fa la casalinga, chi é insegnante, chi fa l’operaio, chi il paramedico, chi la cuoca. Sono espressione di un’intera società, offesa nei propri sentimenti dalla tragedia di creature innocenti condannate a morte nella maniera più atroce“.

Altre persone si sono unite a noi – dice Adriana, uno dei cani sciolti, stamani a GeaPress – si continua decisi, contiamo sull’aiuto di altri volontari“.

C’è, infatti, chi è dovuto rientrare alla base, mentre in tre, del gruppo originario, sono all’ottavo giorno dello sciopero della fame. Il presidio, dunque, continua e per domani sono attesi nuovi ulteriori arrivi a quelli che già si sono uniti nelle ultime ore. Le Forze dell’Ordine quasi non si vedono più, se non per accertarsi dello stato di salute dei manifestanti. Solidarietà, come già è successo nei giorni scorsi, anche da parte dei cittadini di Montichiari. Alle coperte, indumenti, pentoloni di bevande calde, c’è ora chi ha messo a disposizione la propria casa per consentire agli scioperanti l’uso di un minimo di servizi quotidiani. I porticati del Comune, invece, sono ancora transennati. L’albero di natale e le lucette natalizie, tutte accese.

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