GEAPRESS – Almeno stanotte hanno potuto utilizzare il sacco a pelo. Non si potevano fare bivacchi, come se si trattasse di turisti innanzi alla Cattedrale di Firenze. Ed invece il Domus che nessuno, però, vuole violare, è la casa comunale di Montichiari. Si è subito transennata impedendo un tetto a chi sciopera senza mangiare per la libertà dei cani di Green Hill (vedi in calce precedenti articoli).

Un gruppo di “cani sciolti”, così si sono definiti. Sbattuti in strada e pure con il divieto di fare bivacchi.

Nessuna polemica con le Forze dell’Ordine ci teniamo a sottolinearlo – dice stamani a GeaPress Eleonora, una delle persone che sta digiunando – Passano spesso per sapere come stiamo e con loro c’è un ottimo rapporto. C’è stato pure chi, fuori dagli orari di servizio, è venuto a trovarci. Ma un po’ tutti – ha aggiunto Eleonora – tante, tantissime persone. C’è stato chi si è fatto centinaia di chilometri per venire ad abbracciarci in lacrime.”.

Per tutta la giornata di ieri, tante persone. Da Bergamo, Firenze, Modena, Vicenza, Roma. Molti dalla stessa Brescia e provincia. Da Rovato, Lumezzane, Gavardo, San Felice del Benàco, Travagliato, San Zeno. C’è stata Giuliana, proveniente da un paese dell’Appennino modenese ed appena operata. Ha raggiunto Montichiari portando ogni genere di coperte. Come tanti altri. Indumenti, giubbotti, thermos pieni di caffè e tante bevande calde. Grandi e piccini, intere famiglie e, tra i più piccoli, Lolly da Montichiari. Ieri è stata con la sorella e il fratello maggiori portando un bellissimo disegno. Oggi, prima di andare a scuola, è voluta passare con il fratello più piccolo e la mamma. Promette, il suo disegno, di liberare tutti i cani di Green Hill. Limpida ingenuità di una bambina oppure un sogno realizzabile?

Siamo tutti motivati e non intendiamo desistere, gridano all’unisono dalla piazza del Municipio di Montichiari. A sostenerli “da ogni dove” l’affetto incondizionato di tanti. Quello che sembra evidente è che i tanti “grazie” arrivano perché i nove stanno facendo ciò che in molti avrebbero voluto fare. I ‘cani sciolti’, cioè, incarnano un’idea comune.

Ad Annamaria di Trieste, viene in mente un’idea. Riempiamo l’Italia di lenzuoli. Fuori dalle case deve sventolare la scritta “Fermate Green Hill“, perché, forse, il vero problema dei cani di Green Hill è quello che non tutti sanno di loro. Può un paese permettersi di tollerare, al di là degli aspetti formali, qualcosa che in molti non vogliono più?

Quella dei lenzuoli è una bella idea – aggiunge Eleonora – ci fa sentire ancora più vicini e circondati dal calore e dall’affetto di tutti. Un affetto e un calore davvero commoventi e inaspettati“.

Calore che a Montichiari, almeno quello metereologico, manca. Temperatura che rasenta lo zero e nebbia fitta. Per fortuna non piove più, ma il gelo è tremendo e dopo tre giorni di sciopero della fame potrebbero esservi le prime complicazioni. Niente a Montichiari è in questo momento organizzato. I nove che hanno dato vita al digiuno, si sono conosciuti proprio a Montichiari. Una iniziativa spontanea che, proprio per questo, è stata criticata dal Comitato Montichiari contro Green Hill. Ieri, invece, i volontari del Coordinamento Fermare Green Hill, ovvero l’altro movimento contro l’allevamento, si sono recati in piazza a Montichiari assieme a chi sta digiunando. Forse per oggi è atteso un loro comunicato. Quotidiano, invece, il contatto con l’On.le Michela Brambilla che, nelle scorse ore, ha parlato di atteggiamento vergognoso da parte dell’autorità comunale che ha provveduto a transennare i portici della casa comunale. Eppure c’è ancora chi riesce a riderci su. Una battuta, tra il calore (quello umano) che li sta circondano. Sarà, forse, per il fatto che il Comune si è chiuso appena ha sentito dei cani, sebbene sciolti?

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