GEAPRESS – Va avanti il processo riguardante il laboratorio non autorizzato di Mirandola (vedi articolo GeaPress), in provincia di Modena, dove agli inizi della scorsa primavera (la notizia venne diffusa solo a fine maggio) la Guardia di Finanza scoprì un vero e proprio laboratorio illegale dove venivano sperimentati numerosi animali. 

Inizialmente si era appreso del coinvolgimento di tre soggetti. L’imprenditore di prodotti medicali, la moglie intestataria del casolare di campagna dove si esercitava la sperimentazione non autorizzata ed un Medico Veterinario. Il primo ha patteggiato la pena chiudendo così il suo iter giudiziario (vedi articolo GeaPress). La posizione della donna dovrebbe essere stata del tutto stralciata, mentre il veterinario dovrà essere giudicato in Tribunale. In altri termini, la posizione dell’imprenditore è senz’altro più pratica, mentre per il Veterinario si tratterebbe di una eventuale condanna che più direttamente potrebbe “macchiare” la sua professione.

Contrariamente a quanto diffuso, quella di Modena (ovvero il patteggiamento dell’imprenditore) non è stata la prima condanna italiana per sperimentazione non autorizzata. C’era un precedente, a Palermo, risalente agli inizi degli anni novanta. Condanna in primo grado, non confermata per via dei tempi di prescrizione del reato (ex art. 7272 sul maltrattamento di animali). Ad essere giudicati un ex Rettore, un futuro Preside della Facoltà di Medicina (entrambi, ora, defunti) ed alcuni professori e ricercatori, in alcuni casi tutt’ora in servizio.

I circa 200 animali di Modena, sono attualmente ospitati da alcune Associazioni locali che si occupano di animali.
 
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