GEAPRESS – Si trova nel Comune di Mirandola (MO) la nota azienda specializzata in analisi su prodotti biomedicali, oggetto dell’intervento della locale Tenenza della Guardia di Finanza. L’irruzione delle Fiamme Gialle, ad ogni modo, non è recente. Risale infatti a circa due mesi addietro e gli animali (criceti, conigli, porcellini d’india e topi) sono da tempo trasferiti presso una Associazione locale.

I finanzieri sono stati messi in allarme da una segnalazione della LAV. Era certo che nella bassa modenese vi fosse un luogo dove si praticava la vivisezione ma poco o nulla di più si sapeva. Il luogo, c’era, e la Finanza è arrivata dopo attente indagini presso le aziande del settore e finanche l’esame delle mappe catastali per la verifica delle proprietà di casolari abbandonati. Uno in particolare presentava protezioni per impedire l’accesso troppo particolari per quello che apparentemente  era solo  un vecchio fatiscente casolare abbandonato.

Animali, gabbie, tavolino per gli esperimenti e quant’altro di necessario, erano tutti contenuti in 20, massimo 30 metri quadrati di stanzetta con i muri, pure, macchiati di umidità.

Al momento dell’irruzione i finanzieri, insieme alle Guardie Zoofile della LAV, hanno trovato il veterinario dell’azienda (a quanto pare era lui che eseguiva gli esperimenti) ed i due proprietari. All’azienda venivano commissionate sperimentazioni sui biomedicali da società sia nazionali che straniere.

Oltre 100 committenti, che si servivano dell’azienda di Mirandola per le certificazioni di prodotti biomedicali, in buona parte destinati alle cure medico ospedaliere. In tutto 1300 sperimentazioni accertate per 556 diverse tipologie di prodotti medicinali. Gli esperimenti andavano avanti da parecchi anni.

Gli animali venivano tutti acquistati (con la sola eccezione dei conigli) da allevamenti specializzati nella fornitura di laboratori di sperimentazione. I conigli, invece, da allevamenti locali non riferibili allo scopo. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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