coniglio farmacologia
GEAPRESS – Che fine hanno fatto gli animali di Farmacologia? Quando nell’aprile scorso gli attivisti del Coordinamento Fermare Green Hill entrarono nel Dipartimento milanese (vedi articolo GeaPress) venne loro consentito di portare via alcune centinaia di animali. Per la restante parte, inutili ai ricercatori essendo stati scambiati i cartellini che individuavano i singoli animali, si disse che sarebbero stati consegnati per l’adozione.

Quel giorno – afferma una nota del Coordinamento Fermare Green Hill – eravamo barricati all’interno dello stabulario pronti per resistere per tutto il tempo necessario ad ottenere che quegli animali venissero via con noi. Ora – aggiungono gli attivisti –  abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti e tutte voi per portare fuori da quelle gabbie anche gli altri topi e conigli ancora prigionieri di quel laboratorio!”

E dire che i primi contatti  tra un’associazione che si occupa di recupero di animali da laboratorio ed i responsabili dello stabulario si erano avviati immediatamente. Contatti che sarebbero proseguiti con cadenza quotidiana.  I tempi tecnici necessari per il rilascio di strumentazione in dote all’università (gli animali), le varie firme e le autorizzazioni. Questi i motivi addotti e per i quali, riferiscono dal Coordinamento, si è atteso e pazientato.

La mente correva a quegli animali che abbiamo guardato negli occhi – riferiscono dal Coordinamento –  dei quali abbiamo conosciuto la misera condizione ma che abbiamo dovuto lasciarci alle spalle. Potevamo solo sperare che gli accordi sarebbero stati mantenuti. I dubbi e le preoccupazioni non ci hanno mai abbandonati“.

Secondo le informazioni in possesso degli animalisti, alcuni conigli sarebbero detenuti da cinque anni in completa solitudine.

Il Coordinamento fornisce altresì notizia del coniglio portato via nel corso dell’iniziativa animalista. Il coniglio liberato (vedi  articolo e video GeaPress ) ovvero il neo nominato “Alfio Fragilo”, sarebbe risultato affetto da parassiti. Poi i segni sulla pelle, forse frutto di punture. Ora, il povero “Alfio Fragilo” sta conoscendo l’affetto, il contatto con altri esseri viventi, il sole, la morbidezza di un giaciglio ma ha avuto molti problemi forse dovuti agli esperimenti che su di lui sono stati compiuti. Sempre il Coordinamento Fermare Green Hill afferma una presunta  crisi di astinenza durata diciotto ore. Un evento che lo avrebbe portato a correre, “ringhiare”, buttarsi sul cibo, mordere tutto ciò che trovava.

Dunque la richiesta del Coordinamento: “chiediamo l’affidamento ad associazioni qualificate di tutti gli animali ancora presenti nello stabulario del Dipartimento di Farmacologia, Chemioterapia e Tossicologia Medica dell’Università degli Studi di Milano. Dobbiamo tirarli fuori, dobbiamo fare in modo che anche loro possano godere dell’estate e di quel poco che resta loro da vivere, finalmente in libertà“.

Per questo il Coordinamento Fermare Green Hill ha avviato, nelle pagine del suo sito web,  una petizione pubblica.

Come già fatto nel passato abbiamo cercato di metterci in contatto con il Dipartimento. Siamo ovviamente disponibili ad ospitare un loro intervento.

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