GEAPRESS – Macachi, topi, conigli, maiali. L’Italia della vivisezione poco o per niente conosciuta. Prima Green Hill con i suoi 2500 cani, poi la Harlan di Correzzana e le centinaia di scimmiette. Ma quanti Green Hill e Harlan ci sono in Italia? Quali animali? E soprattutto: dove sono gli altri stabulari? Possiamo ipotizzare di averli praticamente dietro casa?

Alla base della vivisezione, dicono al Coordinamento Fermare Green Hill, c’è la segretezza. Domande basilari rimangono senza risposta. E’ l’unica maniera per condividere la sperimentazione animale, ovvero non conoscerla.

A svelare almeno una parte dei misteri ci hanno pensato ieri quattro attivisti del Coordinamento Fermare Green Hill. Apparsi dal nulla, si sono incatenati alle gabbie dei macachi dell’Ospedale San Raffaele di Milano. Erano all’incirca le 12.30 ed insieme ad una quindicina di persone rimaste nei pressi, hanno raggiunto la parte esterna dello stabulario. Se ne sono andati solo alle 17.00 quando dall’Ospedale è arrivata la conferma. Risponderemo alle vostre domande. Gli attivisti del Coordinamento vogliono sapere quanti e quali animali sono reclusi al San Raffaele, chi sono i fornitori e quali protocolli di ricerca sono attuati.

Alle 12.30 eravamo lì – riferisce uno degli attivisti a GeaPress – La prima ora è passata tranquilla, poi è sorto un problema“. Le guardie private sono arrivate al presidio. Sono quelli della vigilanza. Gli attivisti devono andare via. A nulla serve fargli capire che stanno per chiamare la Polizia.

La tensione inizia a salire e ad un ragazzo, tra i quindici nei pressi, viene tolta con forza la telecamera. Secondo gli attivisti del Coordinamento Fermare Green Hill, sarebbe stato colpito da un pugno. L’arrivo dei Carabinieri riesce a riportare la calma, mentre la Digos avvia una sorta di mediazione finalizzata ad ottenere un incontro con una rappresentanza dell’ospedale milanese. I quattro però rifiutano. “Non ci interessa conoscerli ma avere da loro delle risposte” riferiscono dal Coordinamento a GeaPress. Il tempo passa ed infine arriva il responsabile comunicazione del San Raffaele. Iniziano una serie di telefonate ed infine la promessa, a quanto pare ripresa dalla telecamera, nel frattempo restituita. Si impegnano a rispondere a tutte le domande. Per questo sarà a disposizione lo stesso sito web dell’Ospedale.

Quello che volevamo era portare alla luce quanto avviene all’interno della struttura ospedaliera oltre che ricevere la garanzia sulle risposte alle nostre domande – dicono al Coordinamento – Per questo possiamo ritenerci soddisfatti di quanto abbiamo ottenuto“.

Alle 17.00 i quattro attivisti si liberano dalle catene.

Altra azione eclatante, dunque, del Coordinamento Fermare Green Hill. Dopo essere saliti sul tetto di Green Hill, l’allevamento del bresciano specializzato nella fornitura di cani beagle per la sperimentazione animale, ora è toccato al San Raffaele.

Proprio in quei locali, dicono al Coordinamento, vengono condotti esperimenti su macachi, trasformati geneticamente in modelli per la sperimentazione animale. Nei laboratori milanesi vengono fatti esperimenti di neurologia sul loro cervello, gli vengono iniettate sostanze nella spina dorsale per verificarne gli effetti oppure vengono abbassate le difese per ricerche sull’AIDS.

Macachi, ma non solo. Gli attivisti informano delle operazioni chirurgiche su maiali. A loro vengono inserite valvole nel cuore o provati diversi tipi di trapianti. Ci sono poi topi e ratti che vengono manipolati geneticamente. La fine che fanno, sottolineano al Coordinamento, è sempre la stessa: la morte.

E i conigli e le pecore? Ci sono anche loro, sempre al San Raffaele, ma nessuno lo sa. Anzi, è proprio la segretezza la forza del mondo della vivisezione. Nessuno dice ai ricoverati, che a poca distanza dalle loro stanze vengono eseguiti esperimenti sul cervello di animali o espianti di organi. Nessuno deve sapere.

Del San Raffaele, e dei suoi guai conseguenti al crac finanziario, sappiamo del canguro per la pet teraphy e degli investimenti con alberghi di lusso e coltivazioni di mango in Brasile (dove magari prima c’era la foresta amazzonica). Dei macachi, però, niente.

Quanti altri San Raffaele? Secondo il Coordinamento Fermare Green Hill in Italia ci sono ben 600 laboratori di vivisezione, di cui 130 in Lombardia. Molti di questi sono all’interno di università e perfino ospedali. San Paolo, il Policlinico, l’Humanitas e i tanti altri luoghi del mistero. Una conoscenza preclusa e che da ieri, con quelle gabbie mai viste, lo è sicuramente un po’ meno.

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