GEAPRESS – Chi l’avrebbe mai detto. I macachi mostrati ieri dagli attivisti del Coordinamento Fermare Green Hill, riusciti ad incatenarsi alle grate degli stabulari dell’ospedale milanese, sono detenuti in quello che doveva essere una struttura ricreativa. Lo rileva l’ENPA di Milano la quale, schierandosi con chi è contrario all’impiego degli animali nella sperimentazione animale, ricorda la diversa origine di quel serraglio. Al San Raffaele il fondatore di quella struttura aveva pensato ad uno scopo ricreativo e non, cioè, per attività legate alla sperimentazione animale. Interazione con i degenti ed altri scopi sicuramente molto meno truci. E’ invece divenuto, riferiscono all’ENPA, un luogo criticabile e privo di qualsiasi giustificazione.

L’ENPA di Milano auspica che la nuova proprietà del San Raffaele si impegni per una diversa destinazione degli animali attualmente detenuti ed a tal fine si attiverà presso l’ASL di Milano.

L’ENPA, questa volta sede nazionale, congiuntamente alla Lega Nazionale Difesa del Cane, LAV e OIPA, ha inoltre oggi rilevato come la proposta di legge presentata in Consiglio regionale lombardo con il fine di vietare gli allevamenti di primati, cani e gatti da destinare alla vivisezione, non ha ancora fatto alcun passo avanti. Giace, cioè, lì dove è stata presentata.

Critiche anche sul fronte Harlan di Correzzana (MB). Pochi giorni addietro, infatti, il Coordinamento Fermare Green Hill, pur rilevando il buon riscontro della protesta a proposito delle 104 scimmiette giunte dalla Cina, evidenziava come ancora nulla si era saputo sul loro destino. L’arrivo in Italia del Presidente della Harlan David Broken dopo che era scoppiato lo scandalo, potrebbe cioè essere interpretato come la migliore difesa mediatica messa in campo dalla Harlan. In base a quanto era stato comunicato dell’ex Ministro Michele Brambilla, che aveva avuto un colloquio con Broken, lo stesso aveva dichiarato che tempo due settimane il destino delle scimmie sarebbe stato deciso. L’incontro è avvenuto il due marzo.

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