farmacologia
GEAPRESS – Sono finora alcune centinaia gli animali portati via dal Dipartimento di Farmacologia dell’Università degli Studi di Milano. Circa 200 roditori ed un coniglio. Ieri sera, intorno alle 21.30 i cinque attivisti sono potuti andar via con decine di scatole contenenti  topi, ratti e conigli. L’accordo raggiunto con il Dipartimento si è a quanto pare basato sulla “inservibilità” degli animali.

Quasi dieci ore di occupazione hanno però preceduto l’accordo. Un intervento, quello degli attivisti del Coordinamento Fermare Green Hill, messo in atto con una precisione incredibile. Cinque di loro (inizialmente si era riferito di un numero maggiore di persone) hanno prima raggiunto il quarto piano della struttura di via Vanvitelli. Una volta entrati nei locali, alcuni di loro si sono “allucchettati”, ovvero legati per il collo alle maniglie della parte interna delle porte (vedi articolo GeaPress). Di fatto ogni apertura dall’esterno avrebbe comportanto un danno rilevante al collo. Chi ancora libero aveva invece iniziato a copiare la documentazione rinvenuta. Poi la paventata possibilità di rimuovere i cartellini esposti in ogni singola gabbietta. Di fatto si sarebbero così scomposti tutti i collegamenti con la documentazione finora prodotta. Un puzzle scombinato, dall’impossibile ricostituzione.

Ieri sera l’accordo con la direzione del Dipartimento. I cinque sono potuti andar via con quanti più animali possibile. Niente aiuto esterno, però. Una situazione che rischiava di diventare oltremodo complicata, visto che in via Vanvitelli erano affluiti centinaia di animalisti che stavano partecipando al corteo antivivisezionista. Nei giorni scorsi il Coordinamento aveva parlato di Milano “capitale della vivisezione”. Decine di anonimi laboratori, dietro l’angolo di casa. Per protestare contro questo stato di cose, era stato indetto il corteo che, stante quanto diffuso dagli organizzatori, doveva dirigersi verso piazza Fontana. Appena si è sparsa la voce dell’occupazione, tutti i manifestanti si sono però diretti in via Vanvitelli.

Gli attivisti del Coordinamento Fermare Green Hill lanciano ora l’appello per l’adozione anche perchè la restante parte degli animali, circa 800 roditori e 17 conigli (in un primo tempo era stato riferito della presenza di una cinquantina di conigli) dovrebbero a breve essere consegnati all’associazione Vita da Cani Onlus. Si tratta di una realtà animalista che ha una lunga esperienza sul tema di recupero di animali provenienti dai laboratori della sperimentazione animale.

Tra i roditori, alcuni apparterebbero al tipo senza pelo. Ve ne sono poi altri che sembrano riportare delle ferite ed altri ancora apparentemente sani. Poi i conigli. Ieri sera si è preferito dare la libertà ad uno in modo particolare. Sembrerebbe, infatti, che abbia pelo e occhi arrossati. E’ già in famiglia, presso persone esperte di tali mantenimenti.

I conigli sono tutti di varietà New Zeland. Una tipologia descritta come allegra e di grossa taglia. Purtroppo per loro, presentano alcune caratteristiche utili non solo per i laboratori, ma anche per l’industria della carne. Per quest’ultima è determinate il peso dell’animale. Nel caso del laboratorio milanese, non hanno mai conosciuto un mondo esterno a quello della gabbia ove sono stati reclusi. Un problema, non solo di adattamento, ma anche fisico. Si tratta di animali di peso rilevante che si sono finora mossi molto poco. Un passo falso, spiegano gli attivisti, potrebbe risultare dannoso.

Adozioni e non solo. Occorrono infatti gabbie per fare fronte all’enorme mole di animali. Ricordiamo ancora una volta che si tratta di circa 1000 roditori e 18 conigli. Un impegno, quello dell’associazione Vita da Cani Onlus, che si rileverà decisamente oneroso.

Ancora da definirsi la posizione dei cinque attivisti. “Il conto ancora non è arrivato” scherzano stamani i cinque. Tutti idetificati e probabilmente oggetto di denuncia. Bisognerà vedere se oltre alle rilevanze penali, vi saranno eventuali azioni risarcitorie.

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