GEAPRESS – Continuano le pasticciate giustificazioni da parte degli europarlamentari che hanno votato la direttiva pro vivisezione lo scorso otto settembre. Dopo l’intervento del Presidente della Commissione Agricoltura al Parlamento Europeo Paolo De castro (vedi articolo GeaPress) che ha sostanzialmente detto di aver seguito le indicazioni delle lobby animaliste (ed il guaio è che aveva ragione), è l’ora di Gianni Pittella.

Sommerso dalle critiche ha così velocemente risposto: “io ho chiesto, con altri 40 deputati, di rinviare la proposta in commissione. Abbiamo votato e siamo stati sconfitti. A questo punto avevamo due alternative: lasciare in piedi l’attuale direttiva o modificarla in senso migliorativo sebbene non pienamente soddisfacente. E il mio gruppo ha deciso la seconda strada. Votando contro non avremmo cancellato la normativa esistente peggiore di quella votata”.

Rimane il mistero di cosa voglia dire l’Onorevole Pittella. I 40 deputati erano innanzi tutto ottanta. Quaranta, casomai, è il numero minimo richiesto affinché si possa poi votare per il ritorno in Commissione. Fallita questa votazione i parlamentari potevano solo scegliere se votare a favore della nuova Direttiva, come ha fatto Pittella, oppure bocciarla. Quest’ultima opzione, che Pittella aborre, avrebbe significato non solo lasciare in piedi la vecchia meno pericolosa direttiva, ma anche costringere il nuovo testo a successivi lavori. Per Pittella, invece, il vecchio testo era peggiore ed il nuovo, solo votandolo, è diventato pure modificabile in senso migliorativo. Non sappiamo però come questo sia possibile ne tanto meno se Pittella crede veramente in quello che ha detto. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).