GEAPRESS – Un comunicato dell’On.le Gianni Pittella, PD, Vice Presidente del Parlamento Europeo (dal quale GeaPress attende ancora una sua dichiarazione contro i test cosmetici sugli animali, vedi articolo), ci informa della proposta formulata dalla Commissione europea in tema di commercio di alimenti provenienti da animali clonati. Questi dovrebbero essere vietati per cinque anni. Oggetto della questione è l’insicurezza che ne deriverebbe per l’alimentazione umana ed il vero e proprio contrasto che è sorto tra il Consiglio Europeo ed il Parlamento. Il primo non è d’accordo con il secondo il quale si è espresso contro la commercializzazione del cosiddetto cibo di Frankstein.

Sempre l’On.le Pittella, ha ieri comunicato all’Agenzia ASCA, che saranno esclusi dalla proposta di moratoria sia la clonazione per la ricerca che per la preservazione delle specie in pericolo.

I due ultimi aspetti comportano, però, riflessioni similari. Sul primo basta dire che la moratoria non blocca la ricerca in attesa di tempi migliori per la vendita. Il secondo, invece, è molto più subdolo. Sembra quasi che la scienza (dell’alimentazione) voglia impegnarsi nella difesa della natura e della biodiversità. Le cose, però, non stanno così. Di mezzo, incredibilmente, ci sono gli zoo ed il loro maquillage mediatico con il quale sono riusciti a mascherare i fini commerciali. Termini come “bioparco” o “centro di tutela delle specie”, sono nati, infatti, in ossequio a questa “filosofia”. L’industria alimentare prima di vendere, ha bisogno di sperimentare ed un luogo che si è autodefinito “etico” come lo zoo ha fornito temi … ideali. Lo zoo di San Diego, in California, è stato infatti il primo che, con la scusa della salvaguardia delle specie in via di estinzione, ha fornito la materia prima per gli scienziati. I tessuti surgelati (guarda caso di un bovino) sono finiti, a pagamento, nei laboratori dove si è tentata, e per la prima volta riuscita, la nascita di un animale partendo da cellule somatiche, ovvero non riproduttive. Gli embrioni sono stati poi trasferiti in un allevamento di bovini della Iowa per essere così impiantati e fornire dei risultati a dir poco sconcertanti (quasi tutti i vitelli, all’inizio, morivano). A ricrearsi con le celluline fu la notissima Advanced Cell Technology, con sede in Massachusetts. Tra i suoi recenti studi compare, tra l’altro, la “riprogrammazione delle cellule somatiche umane utilizzando ovociti umani ed animali“, ovvero, in forma ancora più mostruosa, quello che già hanno fatto con le cellule somatiche dei bovini prelevate dallo zoo di San Diego.

Ovviamente, in quel caso, i vitellini erano morti per una nobile causa, la quale, però, non servirà a nulla alla natura. Prima di pensare di ricreare Jurassik Park con la scusa del cibo di Frankstein, la natura (quella de terzo millennio…) si dovrebbe proteggere sul campo.

Guarda casa, ora, la Commissione europea, a proposito di alimentazione umana, si pone il problema di salvaguardare le specie minacciate tanto che la ricerca per clonarli viene esclusa finanche dal pannicello caldo della proposta di moratoria.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati