vivisezione beagle
GEAPRESS – Come ormai noto, nei giorni scorsi è stato pubblicato il Decreto legislativo n. 26 recante l’attuazione della Direttiva europea 2010/63/UE sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici (vedi Gazzetta Ufficiale).

Molto è stato detto sugli aspetti generali di questa legge ma poco o nulla sui particolari come ad esempio nel caso delle modalità di utlizzo degli animali. Queste sono in realtà elecante a titolo di esempio, ovvero come indicatori di quanto potrebbe essere autorizzato. Il tutto secondo una classificazione delle procedure basata su un presunta classe di gravità così come disciplinato dall’articolo 15 della nuova legge che rinvia, per i criteri di assegnazione, all’Allegato VII.

Sono proprio queste due parti a caratterizzare la tipologia sperimentale. L’art. 15, infatti, prevede quattro classificazioni: non risveglio, lievi, moderati e gravi. E’ poi l’Allegato VII a spiegare cosa tutto ciò può significare per gli animali. Ad esempio le ultime tre classificazioni riportano spiegazioni quasi identiche salvo l’entità degli effetti (lievi, moderati e gravi). Quelli di non  risveglio, invece, riguardano  gli esperimenti condotti in anestesia generale e dai quali un animale non può riprendere coscienza. Si parla invece di procedure che  causano un probabile dolore, sofferenza o angoscia lievi e di breve durata per la classificazione  “lieve”. Queste procedure comprendono anche le sperimentazioni che non provocano un significativo deterioramento del benessere o delle condizioni generali degli animali. Moderata è invece la procedura che causa probabile dolore, sofferenza o angoscia (moderata) e di breve durata, ovvero dolore sofferenza o angoscia lievi e di lunga durata, oppure ancora quelle che provocano un deterioramento moderato del benessere o delle condizioni degli animali. Sofferenza o angoscia intensi , ovvero dolore, sofferenza o angoscia moderati e di lunga durata, sono invece le “gravi” che comprendono altresì le procedure che producono un deterioramento grave o angoscia moderati del benessere o delle condizioni generali.

Cosa discrimina, però, la classificazione?

Secondo la stessa legge sarebbe la soglia più grave ipotizzabile, ovvero gli effetti più gravi che rischia di subire il singolo animale dopo che sono state applicate tutte le opportune tecniche di affinamento. Si tengono poi in conto altri fattori come nel caso di quelli derivanti dal tipo di manipolazione, la natura del dolore, la sofferenza e l’angoscia, la sofferenza cumulata nell’ambito della procedura, oppure ancora l’impedimento del comportamento naturale ivi compreso quello derivante dall’alloggiamento.

L’Allegato VII, al fine di fornire una prima indicazione sui criteri di classificazione, fornisce di fatto degli “esempi” di procedure.

In base a tali “esempi” una procedura lieve può essere rappresentata dalla somministrazione di anestesia. C’è poi lo studio farmacologico a dose unica con basso numero di prelievi ematici e sostanza che non dovrebbe casusare effetti irreversibili. Non  mancano, sempre tra le “lievi”, le biopsie di orecchio e coda oppure l’impianto sottocutaneo non chirurgico di mini-pompe o transporder, oppure ancora la somministrazione sottocutanea, intramuscolare, intraperitoneale con sonda e la stessa somministrazione endovenosa di sostanze ad effetto lieve o nullo. Sempre tra le “lievi” non manca l’induzione di tumori privi di effetti clinici avversi, come nel caso di piccoli noduli sottocutanei non invasivi. Tra gli altri esempi ci sono poi gli stimoli nocivi, brevemente associati a dolore sofferenza o angoscia ma dai quali gli animali possono sottrarsi.

Effetti clinici moderati e prelievi ematici più frequenti fanno invece la discriminante per la procedura “moderata”. Sono considerati  tra i “moderati” i dosaggi ad effetti acuti ed i test di tossicità cronica/cancerogenicità senza morte dell’animale e gli esperimenti con anestesia generale ed idonei analgesici ma che comportano, come effetto post chirurgico, sofferenza o deterioramento delle condizioni generali; ad esempio vi è l’orchiectomia (intervento chirurgico di asportazione di uno od entrambi i testicoli), laparotomia (incisione addome con accesso alla cavità addominale), craniotomia (accesso all’interno del cranio) e via accedendo … (toracotomia, estrazione ghiandole linfatiche etc, esperimenti ortopedici). Non mancano i trapianti di organi con trattamento efficace dei rigetti, l’induzione di tumori ma con previsione di dolore o angoscia moderata, chemioterapia in dose subletale e con riscostruzione del sistema immunitario, creazione di animali geneticamente modificati mediante procedure chirurgiche,

Se queste procedure vengono considerate lievi o moderate proviamo ora ad inoltrarci in quelle gravi.

Morte per prove di tossicità o con  previsione di decessi accidentali. Prova di dispositivi che nel caso di guasto possono provocare morte o dolore o angoscia intensi (es dispositivi cardiaci). Prove di potenza dei vaccini con deterioramento persistente delle condizioni degli animali, ivi compresa la morte. Chemioterapia o irradiazione in dose letale. Induzione tumori o tumori spontanei ove si prevede la malattia letale associata ad angoscia, dolore o sofferenza (ossei invasivi, tumori con ulcerazioni o metastasi). Interventi chirurgici in anestesia ma con effetti postoperatori intensi, oppure moderati e persistenti. Produzione di fratture insanabili, toracotomia senza idonei analgesici, traumi tesi a produrre insufficienze organiche multiple. In tema di trapianti sono considerati quelli il cui rigetto può causare effetti gravi. Vi è poi la riproduzione di animali con alterazioni genetiche che possono causare distrofia muscolare, necriti croniche recidivanti. Scosse elettriche inevitabili (per indurre, ad esempio, impotenza acquisita). Cani e primati (specie socievoli) in isolamento completo. Stress da immobilizzazione per indurre ulcere gastriche o insufficienze cardiache nei ratti ed infine un “esempio” che da solo fornisce forse la migliore sintesi di quanto strada vi sia ancora da fare: nuoto forzato o altri esercizi il cui punto finale è l’esaurimento.

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