GEAPRESS – Articolo 14 e conferma divieto sperimentazione su cani e gatti randagi. Sono questi i temi che hanno ieri scandito gli appuntamenti di maggior rilievo in campo animalista. Due cose diverse. Il primo, forse finanche inutile (a sentire alcune campane in casa animalista) e l’altro, utilissimo, ma finito pericolosamente nella strada del dimenticatoio. Ad esultare, ora, è Paola Suà, Presidente del Comitato Nazionale per l’Istituzione dell’Ufficio del Garante dei Diritti degli Animali (UGDA), che in questi giorni ha rivitalizzato la discussione sul pericolo incombente. Cani e gatti randagi, sono salvi. Lo ha ribadito il Ministero della Salute.

ART. 14
Finalmente arrivata, in XIV Commissione del Senato, la relazione della Commissione Bilancio sul ddl. 3129 (comunitaria 2011) , all’interno della quale c’è il famoso articolo 14 sulla sperimentazione animale. Ieri, dunque, è ripresa la discussione del testo tanto contestato.

Secondo la Senatrice Marinaro (PD), però, era già stato convenuto, fin dalla scorsa settimana, di decidere su un eventuale “travaso” nel disegno di legge comunitaria 2012. Si tratterebbe di quelle disposizioni che potrebbero implicare procedure di infrazione per l’Italia. Tra queste ci sarebbe proprio l’art. 14. Ipotesi di infrazione che non è stata esclusa dal Ministro per gli Affari Europei, Enzo Moavero.

Grazie alla Presidente della Commissione, Senatrice Rossana Boldi (LN), si è deciso, però, di continuare la discussione, venendo così meno le proposte di sostanziale immediato blocco avanzate anche da altri Senatori. La stessa Presidente ha però rilevato la possibilità, ormai molto concreta, che il Governo inizi a lavorare ad un Decreto d’urgenza. Cosa significa tutto ciò? Stante l’imminente epilogo di questa legislatura, si salverebbero gli atti ormai inderogabili, escludendo quelli a rischio infrazione. Tra questi l’art. 14.

La votazione degli emendamenti si è poi fermata alla soglia del tanto contestato articolo, ovvero all’art. 12. Non è stato deciso quando riprendere la votazione. Nella riunione di oggi, sono calendarizzati altri argomenti. In funzione, però, del decreto d’urgenza si rischia una discussione del tutto inutile.

CANI E GATTI RANDAGI
Un’atmosfera diametralmente opposta si registrava invece, sempre ieri pomeriggio, in merito alla possibilità di riprendere a sperimentare anche su cani e gatti randagi. Il Ministero della Salute, infatti, ha confermato che non verranno sottoposti a procedure di sperimentazione.

Perché due differenti binari di valutazione?
Semplicemente perché l’art 14 rappresenterebbe una nuova norma rispetto alla Direttiva europea dello scorso settembre 2010 contro la quale l’allora Governo Berlusconi non si è opposto. Non si possono proporre divieti successivi. Viceversa si va in infrazione. Il divieto di sperimentare sui randagi, è invece una previsione antecedente. Se però l’Italia non lo ricordava agli uffici europei entro il 31 dicembre di quest’anno, il divieto sarebbe crollato. Per quasi due anni, però, il Ministero non ha trovato molto tempo per adempiere a tale atto. Anzi sembra che a tutt’oggi non abbia granché voglia di ricordare che in Italia è vietata la sperimentazione su specie animali in via di estinzione, mentre la Direttiva europea lo consente. Poi, circa un mese addietro, un incontro avuto con la LAV, aveva risollevato il problema. Di nuovo caduto nel dimenticatoio, però, visto che un recentissimo comunicato del Comitato Nazionale UGDA e dal Comitato Consultivo Difesa Animali (vedi articolo GeaPress, http://www.geapress.org/sperimentazione-animale/randagi-da-vivisezione-allarme-rosso-il-ministero-non-ha-fatto-nulla/35621) aveva denunciato come presso gli Uffici ministeriali non era stata data alcuna comunicazione.

Di ieri pomeriggio la novità. Secondo quanto comunicato dal Ministero della Salute, infatti, “non si può rinunciare ai diritti di maggior tutela degli animali, nel caso specifico riguardanti animali randagi già vittime del reato di abbandono, diritti vigenti nel nostro Paese fin dal 1991 e ormai conseguiti e giudicati irrinunciabili dai cittadini “. Nulla, però, viene detto sugli animali appartenenti alle specie in via di estinzione. Anche questo è previsto dal decreto legislativo 116 (la vecchia norma italiana che dovrà ora essere riformata), ma se nessuno lo ricorda all’Europa entro il prossimo 31 dicembre 2012, il divieto decadrà.

In sintesi. Quanto di più restrittivo alla Direttiva europea, andava proposto prima. Le norme invece che già erano presenti abbiamo rischiato di scordarcele. Ieri, giustamente, sulla comunicazione del Ministero, ha esultato il Comitato Nazionale per l’Istituzione dell’Ufficio del Garante dei Diritti degli Animali (UGDA) che tramite la sua Presidente Paola Suà ha espresso la soddisfazione per il risultato ottenuto a seguito delle mobilitazioni di questi giorni.

“E’ stato un grandissimo lavoro di squadra – ha riferito la Presidente Paolo Siuà – Il guaio era che tutti erano convinti che la comunicazione all’Europa era già stata fatta, ed invece nulla di tutto questo. Siamo contenti della decisione del lavoro svolto da UGDA”.

Mail al Ministero, ma anche interventi di parlamentari vicini allo stesso Comitato. Poi i contatti con la segreteria del Governo Monti.

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