GEAPRESS – Successo, in Francia, della manifestazione antivivisezionista tenutasi a Mézilles l’otto settembre scorso. Attivisti italiani e francesi, insieme contro la vivisezione e per la libertà dei cani del CEDS, l’allevamento di cani beagle che, nel caso di chiusura di Green Hill, rischia di venire a sopperire alle richieste di cani.

I manifestanti italiani sono partiti da Torino. Nove ore di viaggio, dopo le manifestazioni tenutesi in più città italiane. Giunti a Mézilles sono stati accolti dagli attivisti francesi. Molti di loro erano con le lacrime agli occhi e l’incontro con i manifestanti italiani si è subito unito in un lungo commovente abbraccio.

Tutti sembravano informati degli sviluppi italiani. Su Green Hill, sui cani tirati fuori. L’epilogo, si spera, di una lunga battaglia che, nel caso dell’allevamento francese, sembra ora essersi prolungata in quella che sicuramente è la manifestazione più riuscita. Tre anni di fila a Mézilles, ma 1000, forse 1500 manifestanti, non si erano mai visti. Numerosi gli stand, alcuni dei quali allestiti da gruppi provenienti del Belgio e dalla Scozia. Poi le sigle francesi, il CCEA e la Fondazione Brigitte Bardot.

Non c’erano differenze. L’unico ideale era liberarsi dalla vivisezione. Il corteo ha attraversato tutto il centro abitato, arrivando fino alla Prefettura. Qui, una delegazione è stata ricevuta dal Prefetto. A lui è stata consegnata una lettera per Hollande. Nella missiva, pure una illustrazione dei principali metodi alternativi alla sperimentazione animale.

Gli italiani erano in cima al corteo con le fotografie dei cani di Green Hill, ovvero la speranza che anche in Francia si possa concretizzare il sogno.

I francesi sono stati meravigliosi – riferisce Elisabetta Cattaneo a GeaPress – esperienza stupenda e grande accoglienza“.

Una esperienza, quella italiana, che sicuramente sta facendo scuola. Elisabetta è partita da Genova, ma, tra gli italiani, c’erano anche bresciani, bolognesi e torinesi.

In realtà già collaboravamo con i francesi” spiega Raffaele Granito, arrivato a Mézilles da Pomezia (RM) dopo avere partecipato al raduno innanzi all’ambasciata di Francia a Roma. “Li abbiamo conosciuti a Montichiari ed il minimo che potevamo fare è stato di fornire il nostro contributo. A Roma – aggiunge Raffaele Granito – abbiamo consegnato all’attenzione dell’Ambasciatore una lettera e tutti assieme, circa un centinaio di manifestanti, abbiamo costruito una grande bandiera francese. I colori della bandiera che sorreggevano un’unica grande scritta: Liberté, Egalité, Fraternité …. pour les animaux. Poi, in pullman, verso Mézilles“.

Una sorta di fratellanza ideale che fa ben sperare. “Esperienze come queste – aggiunge Elisabetta Cattaneo – ti caricano. E’ un’iniezione di energia positiva, che ti determina e ti rende più sicura del fatto che prima o poi i posti della vivisezione si chiuderanno“.

Poi il saluto e la promessa di continuare a tenersi in contatto. materiali ed esperienze. Il prossimo probabile appuntamento è in Francia. Luogo ancora da decidere. Il periodo, invece, dovrebbe essere dicembre.

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