La multinazionale del topo
Sabato 27 novembre: il Coordinamento Fermiamo Harlan di nuovo in piazza (Hitler permettendo).
GEAPRESS – Fragilissimi topi e ratti nudi, da accoppiamento tra consanguinei e da almeno venti generazioni. Portano tumori. Oppure topi e ratti più robusti da utilizzare per modelli sperimentali ancora non affinati e passare poi a ceppi meglio selezionati. Costano molto meno. Vi sono poi ratti e topi mutati e transgenici, con predisposizione all’obesità ed altre caratteristiche dell’uomo civile. Criceti, conigli, maialini, cani e finanche gatti. Il tutto dentro il paniere offerto in giro per il mondo dalla Harlan, con immagini da fare invidia agli spot sulla famiglia di Pierferdinando Casini. Fotografie di papà e mamme felici con biondi bimbetti sorridenti, tipo rivisitazione della famigliola da brodo star degli anni cinquanta. Loro, alla Harlan, vogliono “aiutarti nella migliore ricerca” e per questo forniscono modelli (animali) e quant’altro necessario all’uso.
Alimentazione, utili sottolineature su castrazione, incannulazione di vene ed arterie, e molto altro ancora. Oncologia, tossicologia, elementi per la teratogenesi (alterazione fetale). Un modello animale che consta di tre centri italiani, due in Spagna, Svizzera, Germania e Olanda, uno in Francia, quattro in Inghilterra, uno in Messico, Corea del Sud e Giappone e ben diciassette negli Stati Uniti. In questo paese, esattamente ad Indianapolis, Howard P. Harlan dette vita nel 1931 alla sua prima fabbrica di … modelli animali. Poi, nel 1961, subentrò il figlio Hal P., ed infine nel 2006 la maggioranza del capitale passò nelle mani della Genstar Capital, ovvero il fondo investimento privato da tre miliardi di dollari con sede in California. In pratica non puoi più essere sicuro che l’aria che respiri (…. in tutto il mondo) non abbia a che fare con loro. Chi è allora il “capo” dei topini? Potremmo essere noi, se abbiamo acquistato quote dei fondi Genstar. E dove investe la Genstar? Ovunque convenga. Sebbene abbia una predilezione per il settore sanitario, non disdegna assicurazioni, edilizia e finanche parti di trattori. Tutto all’altezza di una famiglia. Ti compri un pistone e finanzi la vivisezione.
Loro, però, vogliono “migliorare la vita delle persone” e per fare ciò si stanno “raccogliendo sotto una sola bandiera in tutto il mondo“. Che bello. Chissà se ai nostri figli potremo anche regalare una rattabambola con alterazione fetale incorporata (tipo Alien) oppure un topino di gomma (ovviamente nudo) in procinto di uno scoppio tumorale. Nel frattempo, però, compare Hitler. A lui inneggiando, infatti, un gruppo d’assalto (non si è capito da chi organizzato) armato di spranghe e bastoni ha disperso la manifestazione antivivisezionista indetta lo scorso 30 ottobre a Correnzana (MB), dove ha sede uno dei tre centri italiani della Harlan (gli altri due sono in provincia di Milano ed Udine). E dire che le iniziali avvisaglie con la vigilanza della Harlan si erano concluse senza problemi. Un atto grave, oltre che sconclusionato (forse), divenuto oggetto di intervento alla Provincia di Monza e Brianza, del Consigliere Luca Procaccini (Pdl) che ha preso le difese dei manifestanti. A seguito dell’aggressione subita, gli animalisti del Coordinamento Fermiamo Harlan hanno presentato una denuncia ai Carabinieri, ovviamente contro ignoti.
Sabato 27 novembre alle ore 15 in via De Gasperi a Correnzana, il Coordinamento Fermiamo Harlan ribadirà, nel corso di una nuova manifestazione, il diritto ad esprimere liberamente le proprie opinioni in difesa degli animali, senza rischiare di essere assaliti da … Hitler. L’appuntamento è in via De Gasperi. La manifestazione si concluderà con il presidio davanti l’allevamento di Harlan.
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Basta con questa vergogna e inutile crudeltà della sperimentazione animale!!!!!
la sperimentazione e inutile
tra noi esseri umani si sa ke certe terapie nn sn uguali per tti ….
i topi trattati in quel modo sviluppano tumori da stress
e nn x altre ”’scientifiche”’ motivazioni
il mondo e arrivato al capolinea
…..
non ho ancora capito perche’ si ostinano a chiamare scienza questa crudelta’inutile….basta e’ inconcepibile torturare inutilmente queste creature,a tutto questo dobbiamo mettere la parola fine
Anche se fosse utile ,è immorale !
ieri sera ho visto il telegiornale locale.come sempre i professori a favore della vivisezione e inquadravano dolcissimi topolini.perche’ non me li fanno vedere dopo che gli e’ stato fatto qualche esperimento sulla loro pelle.perche’ non fanno vedere i video che ho visto tante volte pure io che mi fa star tanto male,tutti ipocriti a far vedere solo quello che tanta gente non conosce sino in fondo.
Il mondo è un posto divertente… neo-nazisti che picchiano gli animalisti da una parte, nostalgici del fascismo che invece scrivono inni contro la vivisezione dall’altro…
Gli unici che non ci trovano nulla di divertente sono i poveri topi.
Mi domando perchè nessun mega-multi-miliardario metta su una ditta di sperimentazione e produzione di sistemi sperimentali alternativi. E’ evidente che qualsiasi progetto debba avere alle spalle ingenti capitali ormai, non basta che sia buono e importante, necessario perfino. Dovrebbero essere i governi i primi ad investire miliardi nella ricerca di metodi alternativi, nell’interesse sia degli animali che dei malati ma i governi ormai sono ostaggio di un’economia la cui perversità è stata perfettamente stigmatizzata da questa frase dell’articolo: “Ti compri un pistone e finanzi la vivisezione.”
Ovvio no? Mica puoi andare serenamente a fare la spesa… devi prima consultare gli archivi della CIA per essere sicuro di non finanziare massacri, epidemie, apocalissi di vario genere…