GEAPRESS – In Israele non sarà più possibile importare scimmie per l’allevamento Mazor Farm. L’Ufficio legale del Governo ha infatti fornito il parere favorevole alla proposta caldeggiata dal Ministro delle Politiche Ambientali Gilad Erdan. Il politico israeliano, noto esponente del Likud, esulta ed in effetti a lui va dato il merito della decisione che ora sarebbe diventata esecutiva. Gli animalisti ringraziano ma sono “parzialmente” felici. In particolare “Let the Animals Live”, che ha seguito passo passo l’intera vicenda, rileva come l’embargo entrerà in vigore tra due anni. Nel frattempo le scimmie potranno continuare, ad esempio, ad essere esportate verso paesi esteri.

Giova ricordare come il tutto sia nato dalla polemica relativa alle 90 scimmie individuate in fase di partenza verso gli Stati Uniti (vedi articolo GeaPress). Secondo il Ministro, che ha definito una “sfortuna” tale slittamento, la responsabilità sarebbe del Procuratore Generale che però avrebbe limitato le esportazioni ai soli viaggi per esperimenti “salva vita”. In Israele, comunque, si potrà continuare a fornire di scimmie allevate i laboratori locali. Secondo Gilad Erdan, sarebbero però molto pochi.

“La nostra lotta continuerà – hanno riferito gli animalisti di Let the Animals LIve – finchè le scimmie non saranno completamente al sicuro”.

Ad ogni modo è chiaro come il provvedimento rappresenti un duro colpo per l’industria dedita all’allevamento delle scimmie. Si trattava, infatti, di animali in buona parte importati dai paesi di origine. Giusto il commento del Ministro secondo il quale tale decisione è in linea con la politica di Israele. Proprio lo scorso primo gennaio, infatti, è entrato in vigore il bando israeliano sulla vendita di prodotti cosmetici testati sugli animali. Bando, però, che sarà veramente totale quando anche la UE provvederà al divieto (vedi articolo GeaPress).

Per la decisione che coinvolge l’allevamento Mazor Farm, bisognerà ora aspettare la pubblicazione del provvedimento da parte del Ministero della Salute. Per questo tipo di decisioni, infatti, non è necessario il passaggio dal Knesset, ovvero il Parlamento israeliano.

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