GEAPRESS – Confermato il risultato solo in parte positivo relativo al destino delle scimmiette dell’azienda agricola Mazor, in Israele. Anzi, quest’ultima ha comunicato nello scorse ore di accettare di buon grado il giudizio dell’Alta Corte israeliana in realtà già noto, con il suo probabile esito, fin dagli inizi dello scorso maggio (vedi articolo GeaPress).

In pratica non verranno esportate verso i laboratori esteri, ovvero rimarranno in Israele, solo le scimmiette catturate in natura. Per quelle nate in cattività (ivi compresi i discendenti di quelle selvatiche recentemente acquisite) si potrà disporre per l’invio verso i clienti esteri della sperimentazione animale, Italia compresa. Anche il nostro paese, infatti, risulterebbe tra i clienti della Mazor la quale annovera, tra i suoi fondatori, anche uno dei più grossi esportatori mondiali di macachi catturati in natura.

In pratica le scimmiette, una volta catturate, vengono inviate in Israele e da qui verso i laboratori di mezzo mondo. Un carico venne nei mesi scorsi intercettato (vedi articolo GeaPress), e da qui nacque la protesta degli animalisti israeliani che sostennero l’illegittimità di ogni possibile esportazione. Ora invece la sentenza che rappresenta comunque un primo freno evidentemente non messo in conto, fino ad ora, dalla Mazor.

D’altro canto è pur vero che in tal maniera non è stata totalmente accolta la petizione presentata dagli animalisti israeliani. Questi chiedevano il blocco totale delle esportazioni. In pratica, stante la sentenza dell’Alta Corte, la Mazor si è così fornita di nuovi riproduttori, ma almeno questi non dovranno subire i supplizi ai quali erano destinati.

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