GEAPRESS – Si preparano a partire le scimmiette dell’allevamento israeliano Mazor al centro, nelle ultime settimane, di una vera e propria battaglia legale che ha ora deciso sul loro destino. Come ormai noto la Corte Suprema israeliana ha deciso, a seguito del ricorso degli animalisti, che il gruppo di scimmiette importate nei mesi scorsi dal sud est asiatico, potranno rimanere in Israele, ma solo se di provenienza selvatica. In pratica le femmine con tali caratteristiche faranno da fattrici (vedi articolo GeaPress) ed i piccoli potranno essere immediatamente utilizzati. Chi invece, tra i detenuti, non è di provenienza selvatica, può partire subito. Ed è purtroppo questo che sta avvenendo dopo la sentenza della Suprema Corte.

Le preoccupazioni si sono così subito dirette sul fatto che gli animali potessero essere subito inviati allo Shin Nippon Biomedical Laboratories, il terzo più grande importatore di scimmie degli Stati Uniti, che le utilizza in svariati esperimenti. Scimmiette in buona parte isolate all’interno di gabbie singole, ed una lunga polemica in merito alle accuse di violazione della legislazione americana.

Le prime quaranta sono ora pronte per la spedizione ed i timori degli animalisti israeliani hanno trovato conferma in un comunicato diffuso da PETA, secondo la quale la compagnia aerea El Al Airlines, ha accettato la spedizione. Eppure, stante le precedenti dichiarazioni della compagnia aerea israeliana, sembrava che proprio tali spedizioni fossero avviate sul viale del tramonto. Sembrava cioè allinearsi con le scelte di numerosi altri vettori di volo, tra i quali la stessa Air China, che già da tempo hanno espresso il loro diniego nell’accettare tali carichi. L’invito rivolto da PETA nella mail da inviare ad El Al Airlines, è ora quello di impedire ogni spedizione di animali da destinare alla sperimentazione.

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