GEAPRESS – Secondo le accuse rivolte dalla BUAV (British Union for the Abolition of Vivisection) le scimmie potrebbero essere state soppresse perché sottopeso rispetto allo standard richiesto dai laboratori. Un filmato tremendo, quello diffuso dalla famosa associazione antivivisezionista inglese e che chiamerebbe in ballo le responsabilità della Noveprim, una società che risiede nelle isole Mauritius ma che avrebbe nella sua composizione societaria una rilevante partecipazione inglese.

Luoghi, quelli dell’arcipelago ad est del Madagascar, già noti per polemiche e viaggi aerei di scimmie. Più ditte che inviano, in alcuni casi, anche nel nostro paese. Tra le povere scimmiette ora nel caso denunciato dalla BUAV, anche femmine gravide.

Noveprim, però, tiene a far sapere che le cose non stanno in tale maniera. Anzi si tratterebbe di un uso improprio, frutto di abuso e falsa interpretazione messo in atto dagli attivisti definiti “estremisti”. Il tutto confacente ad una campagna diffamatoria che colpirebbe la stessa società. Per la Noveprim, in altri termini, si tratterebbe di scimmie decedute e conservate in una stanza. Morte per cosa? Prassi sanitarie eseguite nel caso di malattie e messe in essere nel rispetto di protocolli internazionali, al fine di preservare la salute degli animali come dei dipendenti.

Secondo quanto riportato dalla BUAV, però, quegli animali potrebbero essere morti per altri motivi. Cause da ricercare nel fatto che i laboratori esteri presumibilmente richiederebbero animali di peso inferiore ai 3,5 chilogrammi. Secondo la BUAV gli animali soppressi dovrebbero pesare intorno ai quattro chilogrammi.

Poveri animali ammucchiati in secchi e chissà perché, nel caso fossero stati uccisi per il peso, non reimmessi in libertà. Un fatto, nel caso fosse accertato, che potrebbe in qualche maniera ricollegarsi all’autorizzazione che secondo la BUAV tale società avrebbe dal Ministero dell’Interno britannico.

Secondo quanto comunicato dalla BUAV le soppressioni potrebbero continuare fino al 30 novembre. Un fatto che contrasterebbe con i propositi dichiarati dalla Noveprim e ricordati dalla BUAV, ovvero di benessere e rispetto per gli animali.

La Noveprim, dal canto suo, fa sapere come la difesa del benessere degli animali sia per loro una priorità assoluta e come ogni abuso contro di essi non può essere tollerato. Le immagini della BUAV “potrebbero” essere spiegate con un caso di tubercolosi bovina che ha costretto l’azienda a prendere le necessarie misure di ordine sanitario. La liberazione delle scimmie in natura sarebbe inoltre vietato nelle Isole Mauritius, mentre dal 2008 le catture sarebbero state sospese. La Noveprim, tiene a sottolineare l’azienda, è famosa, in termini di reputazione, per i suoi allevamenti.

La BUAV non la pensa però in tale maniera, sia in termini di catture in natura ma anche per le responsabilità del governo britannico.

Se non si provvederà – ha riferito la Responsabile della BUAV – il Regno Unito continuerà a perpetuare tale complicità. Questi animali – ha aggiunto Sarah Kite – hanno diritto di vivere in natura assieme ai loro simili“.

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