beagle
GEAPRESS – La tesi del Ministero dell’Interno, avversa a quella degli animalisti, potrà essere portata innanzi ad un Tribunale. Stante quanto comunicato da Cruelty Free International, l’Alta Corte ha infatti accolto l’istanza degli antivivisezionisti avversa all’autorizzazione concensa dalle Autorità governative sui lavori da eseguirsi presso l’allevamento di beagle di Grimston, nello East Yorkshire. Si trattava di una autorizzazione che non prevedeva spazi esterni.

Secondo Cruelty Free International, si sarebbero così violate le disposizioni comunitarie in tema di benessere animale.

L’impugnativa contro la decisione del Ministero risale allo scorso settembre. Il parere ora contestato era stato rilasciato sostenendo che gli spazi esterni potevano costituire un rischio per i cani allevati per la sperimentazione animale. In tal maniera si era però accettato quanto affermato dalla stessa società che gestisce i locali. Ed invece, secondo gli animalisti, il Ministero non avrebbe adeguatamente motivato la decisione specie in merito al paventato rischio di trasmissione di agenti patogeni trasmessi da animali selvatici.

Accogliamo positivamente l’opportunità di sfidare il Ministero degli Interni in merito ad una decisione a nostro avviso molto mal motivata“. A dichiararlo è Katy Taylor, Direttore scientifico dell’ONG secondo la quale “il Ministero degli Interni aveva il dovere di svolgere indagini complete”.
Quello che sostengono gli animalisti è che il Ministero si sia limitato a recepire le motivazioni della proprietà. Sarà ora il Tribunale a decidere.
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