vivisezione
GEAPRESS – Nei giorni scorsi in Inghilterra, il Centro Nazionale per la sostituzione, miglioramento e riduzione degli animali nella ricerca, ha riferito di 4.800.000 sterline destinate ai finanziamenti di borse di studio volte allo sviluppo di metodi alternativi di ricerca. Finanziamenti validi anche  per le strutture e le tecnologie.

L’annuncio ripreso velocemente dai media, non trova però stesso entusiasmo nella  BUAV (British Union for the Abolition of Vivisection) ovvero una delle associazioni antivisezioniste più antiche al mondo.  Secondo Michelle Thew,  Chief Executive della BUAV  intervistato stamani nel corso di una trasmissione radiofonica  “qualsiasi stanziamento di finanziamenti volto a ridurre gli esperimenti sugli animali è sempre il benvenuto. Tuttavia, la promessa del Governo di lavorare per ridurre gli esperimenti sugli animali contrasta con l’apparentemente inesorabile aumento registrato nel 2012. Più di 4 milioni di animali sperimentati. I progetti da finanziare – ha aggiunto Michelle Thew –  come quello di migliorare le gabbie dei roditori, possono contribuire a ridurre la sofferenza per alcuni singoli animali, ma non mostrano alcuna reale strategia del Governo coerente con la  promessa di riuscire ad invertire i numeri di animali utilizzati“. In altri termini quello che manca, sempre ad avviso della BUAV, è un chiaro impegno.

Anzi, il Governo avrebbe già disatteso la promessa elettorale di lavorare per riuscire a ridurre il numero di esperimenti sugli animali. Nel 2012, contiua la BUAV, si è registrato  un aumento del 9% del numero di animali utilizzati nella ricerca. Un segnale, ovviamente inaccettabile e fin troppo sintomatico della mancanza di progressi . “Il Governo – si chiede polemicamente Thew – non ha intenzione di far nulla per cercare di mantenere la sua promessa?”.

Nel 2012, nel Regno Unito, oltre 4.110.000 animali sono stati avviati agli esperimenti, 317.200 esperimenti in più rispetto al 2011. Si tratta di una cifra particolarmente elevata: ben 11.260 utilizzi giornalieri.

In particolare c’è stato un forte aumento dell’uso di primati non umani e di quelli con modificazioni genetiche. Entrambi, infatti, registrano un +22%. Si tratterebbe, in quest’ultimo caso, di animali allevati per scopi commerciali, tipo brevetti.

Incredibilmente, anche in quei settori per i quali esistono valide alternative, il numero di animali utilizzati è ancora molto alto ed in aumento. Un esempio specifico è costituito dai test di irritazione della pelle ed il Draize test di irritabilità oculare, ancora eseguiti sui conigli nonostante esista una valida alternativa.  Un aumento del 9% si sarebbe inoltre registrato nei test di pirogenicità, sui fattori che incidono negli stati febbrili. Già da parecchi anni, esistono anche per questo caso valide alternative.

La BUAV cita in ultimo i test  che utilizzano conigli nei controversi test di tossicità acuti letali, per lo più effettuati per testare la tossina botulinica, comunemente noto come botox. Sarebbero in aumento del 20% . Entrambi questi tipi di test godono di valide alternative, ma il Governo di David Cameron non sembra proprio indirizzato a far rispettare il suo impegno.

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