GEAPRESS – E’ quanto ha chiesto stamani il Ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, inoltrando alla Procura della Repubblica di Brescia una denuncia contro il noto allevamento di cani beagle di Montichiari (BS).

Secondo il Ministro, l’allevamento di cani da destinare alla sperimentazione “in vivo”, potrebbe violare sia la normativa nazionale in tema di difesa del benessere degli animali, oltre che la normativa sanitaria e la stessa legge di settore sulla sperimentazione animale.

Nella segnalazione, inoltrata anche al Comando nazionale dei Carabinieri Tutela della Salute e al Nucleo dei NAS di Brescia, viene altresì sottolineata l’esigenza di adottare, nel caso, le misure cautelari previste dal nostro ordinamento giuridico, ovvero il sequestro degli animali.

La Brambilla, ricordando la forte attenzione dei media nei confronti di Green Hill, oltre all’opinione censoria che una grossa fetta dell’opinione pubblica ha nei confronti della sperimentazione animale in generale, ha altresì sottolineato come in tal maniera può essere lesa la stessa immagine del nostro paese. Sarebbe avvilita da quello che il Ministro denuncia, senzi mezzi termini, come “le condizioni, a dir poco insalubri, in cui vivono in chiaro sovraffollamento i beagle di Green Hill” . Un’immagine del tutto negativa del nostro Paese, in particolare presso i turisti stranieri. Fatto questo che non può che depotenziare in modo rilevante, anche l’appeal turistico dell’Italia.

Proprio venerdì scorso, su Striscia la Notizia, erano andati in onda i filmati, girati verosimilmente con una telecamera nascosta, all’interno dell’allevamento di Montichiari (vedi articolo GeaPress). Luoghi non puliti e cani sempre al chiuso dei capannoni. Poi i trenta corpicini senza vita con le budella di fuori, così come denunciato nel servizio Edoardo Stoppa. Pochi giorni prima cinque attivisti del Coordinamento fermare Green Hill erano riusciti a salire sul tetto del capannone numero uno, quello cioè, dove sono detenuti i cani pronti per essere inviati ai laboratori sparsi in Europa (vedi articolo GeaPress). A seguire la notizia, diffusa dalla stessa Brambilla, relativa alla presentazione di un emendamento che dovrebbe introdurre nella prossima legge comunitaria una norma anti Green Hill.

Ora l’esposto alla Procura di Brescia con lo scopo dichiarato di farsi interprete delle istanze di quella maggioranza degli italiani che ama gli animali e vuole vederli rispettati. Contro la “fabbrica di morte” che “non può trovare spazio in un grande paese civile quale è l’Italia”, dice la Brambilla.

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