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GEAPRESS – Ci sono anche loro, i serpenti terricoli, tra gli animali considerati nel Decreto legislativo n. 26 del 4 marzo scorso sulla “protezione degli animali utilizzati a fini scientifici”, ovvero, per le cronache animaliste, la legge “vivisezione”.

Un misto di sperimentazione applicata anche alla protezione della natura che potrebbe forse spiegare quello strano “colpo a proiettile libero con fucili, pistole e munizioni adeguate” da destinare in “ambiente naturale” contro cani, gatti, furetti ma anche, a condizioni leggermente diverse, ai grandi mammiferi. Il metodo di soppressione è appositamente elencato tra gli Allegali al Dlgs.

I nostri rettili terricoli (che potranno morire per overdose di anestetico – i grandi rettili anche con proiettile captivo – come per percussione in testa e colpo a proiettile libero) vivranno in alloggiamenti da pensieri un po’ claustrofobici. Anzi, considerata la particolare forma, si potrebbe forse ipotizzare una sorta di tubo-contenitore.

Questo nel caso in cui una buona parte dei serpenti considerati nelle diverse classi di lunghezza, intendano completamente stendersi almeno un volta nella loro vita di reclusi. Viceversa, per uscire dall’ipotesi del tubo, dovranno rimanere sempre un po’ arrotolati.

Se proviamo ad analizzare la prima classe di serpenti terricoli prevista dalla legge (fino a trenta centimetri di lunghezza, coda-muso), scopriamo una superficie minima al suolo di appena 300 centimetri quadrati. Avendo a disposizione tale superficie (sempre per potersi stendere completamente) il serpente dovrebbe avere un alloggiamento lungo trenta centimetri e largo appena dieci. Il tutto, poi, per un’altezza minima prevista di appena dieci centimetri lineari. Se  aggiungiamo un secondo serpente della stessa classe, la superficie aggiunta aumenta di solo la metà di quella già considerata.

Poco cambia anche per le altre classi. Analizzando solo il fattore “superficie minima” si può dedurre quanto segue: se il serpente terricolo è lungo  tra i trenta ed i quaranta centimetri, la superficie minima sarà di 400 centimetri quadrati che diventano 600 per rettili compresi tra 40 e 50 centimetri. In questo caso, vi è qualche speranza che il più lungo dei rettili non poggi (sempre se disteso) muso e punta della coda sull’estremità delle pareti. Stessa considerazione per i serpenti compresi tra 50 e 75 centimetri (superficie minima 1200 centimetri quadrati), mentre non è chiaro fino a quanto in lunghezza potranno crescere i serpenti oltre i 75 centimentri. In questo caso avranno tutti a disposizione  2500 centimentri quadrati di superficie minima.

Per chi pensa che tali parametri siano validi solo per la legge in oggetto, si sbaglia. Tranne se diversamente specificato, in una ipotetica legge (ad esempio sull’allevamento casalingo) queste misure potrebbero essere estrapolate per le disposizioni valide in altri settori. Ordinanze comunali come una stessa futura legge di settore. E’ già successo con alcuni decreti attuativi delle disposizioni in tema di randagismo. La disposizione che ispirò, fu proprio la vecchia legge “vivisezione”.

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