GEAPRESS – C’è un clima di soddisfazione e speranza, questa sera in via Flamig a Verona. Non solo per il buon successo del presidio ed il raduno previsto per domani. La soddisfazione è per la proposta di mozione presentata  in Consiglio Comunale. Certo dovrà essere votata ma i proponenti sono già quasi la metà dei Consiglieri. L’impegno, rivolto al Presidente del Consiglio Comunale ed al Sindaco di Verona, è quello di attivarsi presso il Ministero della salute “per chiedere la liberazione dei 32 beagle“. Non solo. Secondo i Consiglieri, il Ministero dovrebbe pure sospendere la sperimentazione in deroga in atto presso lo stabilimento e promuovere l’impiego di metodologie scientificamente valide che non richiedano l’uso di animali.

La mozione è stata presentanta dal Consigliere Ciro Maschio (vice capogruppo della lista “Civica per Verona – Tosi Sindaco”) ma è firmata dai rappresentanti di tutti gli schieramenti con la sola eccezione dei due Consiglieri del Gruppo Misto, dell’unico Consigliere che costituisce il gruppo Pdl e di quello dell’UDC. Per il resto ci sono tutti e, cosa importante, pure con i rispettivi capogruppo. Civica per Verona – Tosi Sindaco, Lega Nord, PD, Movimento Cinque Stelle e SEL.

Una iniziativa che incoraggia i manifestanti. Una presa di posizione del mondo della politica che fa ben sperare. Domani, intanto, gli animalisti sono attesi in tanti. Il presidio richiesto alla Questura di Verona dall’associazione Freccia 45 con la contemporanea adesione di Comitato Montichiari contro Green Hill e Coordinamento Fermare Green Hill, vuole andare avanti ad oltranza.

Da qui non ci muoviamo – dichiara a GeaPress Susanna Chiesa, presidente dell’associazione Freccia 45 – La partecipazione non è mai venuta meno, anzi è sempre andata aumentando. Vogliamo la libertà dei 32 beagle“.

Intanto, dalla Aptuit, ancora nessuna comunicazione ufficiale, mentre la Glaxo ha fatto sapere di non avere in corso sperimentazione sui cani.

Oggi, il Comitato Ufficio Garante Diritti Animali – UGDA, ha accolto la provocatoria proposta avanzata da una attivista animalista, ovvero offrirsi volontari in alternativa ai beagle. La legge, riferisce nel suo comunicato l’UGDA, prevede obbligatoriamente la sperimentazione clinica sull’uomo. Gli esperimenti fanno spesso riferimento a quanto già conosciuto. Non si tratterebbe, cioè, di nuove molecole. Dunque, se è vero come qualcuno ha detto che gli esperimenti sui beagle non sarebbero invasivi, “ci offriamo volontari“. Così ha infatti riferito Paola Suà, presidente di UGDA la quale, a proposito di principi attiviti già noti, ha voluto ribadire la scelta di potersi rifornire di farmaci senza più brevetto, ovvero i cosiddetti “equivalenti”.

Dunque, ognuno con le proprie proposte, ma tutti con le stesse convinzioni. Quei 32 beagle vanno liberati. Così vogliono, già in sede di presentazione della mozione, 17 consiglieri comunali su 36 (oltre il Sindaco) della città di Verona.

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