GEAPRESS – David Broken, Presidente della Harlan per il settore RSM ( “Research, models and services”) sarà domani in Italia per incontrare l’On.le Michela Brambilla. La stessa parteciperà anche in rappresentanza delle Associazioni animaliste impegnate nella battaglia contro la vivisezione. A darne notizia è la stessa parlamentare che ieri, nel corso della manifestazione innanzi ai cancelli della Harlan di Correzzana (MB) è riuscita a farsi ricevere non senza qualche difficoltà. L’ex Ministro del Turismo ha altresì annunciato che la restante parte delle scimmiette (la Harlan ne ha finora ricevute 104 su un permesso relativo all’interno 2012, di 900 animali) almeno per ora non arriveranno.

I metodi alla Frankenstein – ha sottolineato la deputata – sono residui del passato, comode scorciatoie per le imprese farmaceutiche. Comunque considero l’aver bloccato l’importazione di altre scimmie e l’incontro di domani con il Presidente Broker già un primo risultato importante ed una vittoria per tutti coloro che amano gli animali e vogliono vederli rispettati“.

Già ieri l’On.le Brambilla era riuscita a parlare per telefono con Broken e non è detto, dice sempre l’ex Ministro del Turismo, che non possano esservi ulteriori novità. Il Presidente della Harlan è stato informato che in Italia le leggi stanno cambiando. Il riferimento è alla proposta, presentata sia al Parlamento Nazionale che in Consiglio regionale della Lombardia, che dovrebbe vietare gli allevamenti di cani, gatti e primati da destinarsi alla sperimentazione animale. Quello che però è altresì importante, ha sottolineato la Brambilla, è che “la stragrande maggioranza dei cittadini non è più disposta a tollerare la vivisezione e questi traffici di morte, perché tutto ciò non è in regola con le nostre coscienze e con i nostri sentimenti. E va nella direzione opposta a quella del progresso scientifico che tutti vogliamo perseguire“.

Un cambiamento epocale quello dell’abbandono dei test su animali, lanciato e illustrato proprio negli Stati Uniti, dove ha sede la Harlan, già nel 2007 dal NRC (Consiglio Nazionale delle Ricerche) con il documento “Toxicity testing in the XXI century: a vision and a strategy”. I progressi della microbiologia consentono di effettuare su colture di cellule umane i test di tossicità, che rappresentano la stragrande maggioranza degli esperimenti su animali. L’agenzia degli Stati uniti per la Protezione ambientale sperimenta gli effetti di composti chimici usati in agricoltura e in altri settori con un robot, descritto da “Scientific american” dell’ottobre scorso, in grado di effettuare migliaia di esperimenti alla volta su colture di cellule umane.

Per la Harlan, tornando alle scimmiette, le 104 scimmiette finora arrivate sono da destinarsi ad un cliente estero.

Secondo il Coordinamento Fermare Green Hill, intervenuto ieri con una sua nota, si tratta comunque di una vicenda scandalosa, a prescindere, cioè, se la gabbie sono di dimensioni dovute e pulite, così come risulterebbe dall’ispezione dei NAS disposta dal Ministro della Salute. Animali strappati alla foresta, imprigionati, impacchettati e spediti verso i laboratori di tutto il mondo. Il Coordinamento ricorda a questo proposito le scimmiette con i cervelli tormentati dentro i laboratori dell’Università di Parma, così come al San Raffaele di Milano dove i loro cervelli vengono modificati per renderli portatori di una forma di distrofia muscolare e quindi perfetta cavia per le ricerche.

Oppure ancora alla Glaxo di Verona, adesso rilevata da Aptuit, dove i primati vengono usati per esperimenti di tossicologia sui farmaci, o ai laboratori Chiron di Siena, dove vengono usati per sperimentare e produrre vaccini.

In Italia i primati utilizzati ogni anno nei laboratori autorizzati dal Ministero sono tra i 500 e i 600, quasi tutti macachi.

Il giro di affari per aziende come Harlan o per Bioculture, allevamento delle Mauritius che li  esporta tramite aerei AirFrance, è enorme. Si stima che il prezzo si aggiri tra i 3.000 e i 4.000 euro ad animale. Harlan opera sul territorio italiano da qualche decennio e da sempre è principale
riferimento in merito ai primati. Sui loro cataloghi presentano diverse decine di ceppi di roditori, anche transgenici, e diverse tipologie di operazioni che possono compiere, tra cui asportazioni di organi o parti del corpo. Qualunque cosa su richiesta dei vivisettori. Tutto perfettamente in regola e legalizzato. Un problema, aveva ribadito nei giorni scorsi il Coordinamento, che va affrontato non solo con il divieto di allevamento, ma anche con quello di vendita.

Per Massimo Terrile del Movimento Antispecista di Correzzana i media dovrebbero pubblicare notizie del genere ogni settimana, o quasi, e non solo per gli arrivi, bensì anche per le “partenze”, ossia per l’invio dei “soggetti” ai laboratori di vivisezione consentiti da una Direttiva europea che prevede raccomandazioni e non regole. Gli stessi Stati membri, ricorda il Movimento Antispecista, non possono legiferare in maniera più restrittiva , ed ogni ulteriore specificazione potrà avvenire entro i termini del primo gennaio 2013. Poi, sottolinea Terrile, nessun ostacolo potrà più essere opposto alla vivisezione.

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