GEAPRESS – Non ce ne andiamo se non ci date i cani. Di mezzo la Digos della Questura di Brescia e i Carabinieri di Montichiari. Sette attivisti del Coordinamento Fermare Green Hill, stamani hanno varcato le recinzioni dell’allevamento di cani beagle di Montichiari. In tre si sono incatenati alle grate delle finestre dell’azienda. Anzi, come dimostra il filmato da poco diffuso, trattasi di tubi di ferro che li tengono bloccati per il collo.

Vogliamo i cani, ma dall’azienda avrebbero replicato che non rispondono ad azioni di forza. Si sarebbe anche saputo che i cani (verosimilmente quelli non più utili all’allevamento) verrebbero già dati ad associazioni animaliste. Nel caso sarebbe confermato quanto già riportato da GeaPress (vedi articolo GeaPress), in merito ai clienti stranieri dell’allevamento afferente alla multinazionale americana Marshall. Solo che i “clienti” (stante la dicitura a suo tempo utilizzata all’azienda per gli invii esteri) sarebbero ora associazioni animaliste italiane. L’azienda però non ha voluto fornire risposta alle domande dei militanti del Coordinamento Fermare Green Hill i quali, nel video appena diffuso, mostrano pure un foglio che attesterebbe un invio di cani avvenuto proprio ieri.

La stessa azienda, da noi contattata, ha rimandato ogni comunicazione all’arrivo del suo responsabile che attualmente non si troverebbe a Montichiari.

Situazione in stallo, dunque, con gli attivisti del Coordinamento che non vogliono mollare senza i cani. Almeno alcuni.

Azione eclatante, come promesso nella presentazione della campagna “ALTRIMENTI CI ARRABBIANO” (vedi articolo GeaPress) lanciata dopo che al Coordinamento erano giunte indiscrezioni sul fatto che in Senato sarebbe in corso la cancellazione definitiva di ogni emendamento alla proposta di legge comunitaria attualmente in discussione. Si tratta, in particolare, dei cosiddetti emendamenti Brambilla voluti dall’ex Ministro del Turismo e ad oggi ai lavori della Commissione Politiche Europee. Preoccupazioni che non possono non confermarsi con quello già riferito nel corso di una conferenza stampa indetta a Milano nei giorni scorsi. Alcuni sperimentatori e veterinari hanno difeso le loro ragioni richiamando una sensibilizzazione in atto presso il Senato (vedi articolo GeaPress). Il particolare il Senatore Ferrante (PD), nella seduta del 14 marzo, ha riferito come almeno parte degli emendamenti in questione comporterebbero l’importazione degli animali dall’estero con standard non sempre rilevabili e rischiando così di apportare modifiche peggiorative. Si tratta, però, della stessa tesi sostenuta a Milano nel corso della conferenza stampa dai sostenitori della sperimentazione animale.

Intanto a Green Hill, i tre attivisti sono ancora incatenati. Non si spostano di un millimetro e tagliare un tubo di ferro stretto alla gola non sarà molto semplice. Anzi, gli attivisti del Coordinamento promettono di andare avanti ad oltranza, invitando chiunque possa farlo a raggiungerli. Il solo “sbarco” previsto è il prossimo 27 marzo a Roma. Sotto il Senato, per dire no alla vivisezione, allo sfruttamento degli animali e affinché si voti subito e positivamente gli emendamenti presentati alla legge comunitaria con particolare attenzione a quello relativo al divieto di allevamento (e vendita, sperano al Coordinamento) di primati, gatti e cani.

Già domani, intanto, a Roma alle 10:30 davanti al Pantheon vi sarà una prima manifestazione indetta da ENPA, LAV, Lega Nazionale per La Difesa del Cane, Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, OIPA e  Comitato spontaneo “Occupy Green Hill”. Oggetto della manifestazione sono proprio i lavori alla Commissione Politiche dell’Unione Europea.

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