GEAPRESS – Secondo indiscrezioni pervenute a GeaPress il procedimento penale aperto nei confronti dell’allevamento di cani beagle di Montichiari (BS) potrebbe essere a breve archiviato. Nessuna fattispecie di reato riconducibile al maltrattamento di animali e men che meno altri crimini collegati ai comportamenti della pubblica amministrazione. Per quest’ultimo aspetto, infatti, sia era lungamente polemizzato sui possibili reati che potevano in qualche maniera coinvolgere uffici deputati al controllo ed in modo particolare quelli dell’ASL.

Rilievi che avrebbero potuto riguardare inadempienze da parte della pubblica amministrazione. Tra gli altri, le differenze tra il numero di cani effettivamente riscontrati e quelli dichiarati in un limitato numero di documenti presenti al momento dell’ispezione disposta dalla Procura della Repubblica di Brescia. Fogli, a quanto pare, sebbene da alcuni definiti “registro” (ovvero quello previsto dalla legge) e che avevano evidenziato alla conta dei cani, delle differenze tra il totale riscontrato e quelli presenti.

Il Pubblico Ministero incaricato avrebbe già ascoltato alcune persone che ricoprono ruoli tecnici, ovvero di controllo sanitario. Stante le notizie pervenute da fonte accreditata in ambito veterinario, avrebbero tutti sostenuto la mancanza di volontà nel commettere ogni illecito e soprattutto l’esclusione di ogni vantaggio economico che ne sarebbe potuto derivare. Non c’è dolo ma al massimo distrazione o negligenza che però, secondo molti dei reati che dovrebbero reprimere la cattiva gestione nella pubblica amministrazione, non possono essere puniti.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati