GEAPRESS – E’ da poco arrivata la comunicazione che la Marshall ha ritirato il ricorso in Cassazione contro il sequestro probatorio sui cani di Green Hill. Gli Avvocati che rappresentano LAV e Legambiente nulla dicono, ma in effetti tale decisione era già messa in conto da tempo. Mistero, però, sulla strategia difensiva che ha indotto, nel caso, a non diffondere la notizia. Ad ogni modo la comunicazione ufficiale pervenuta è di oggi.

Per l’avvocato David Zanforlini, legale di Legambiente, era comunque molto difficile che la Cassazione non rigettasse il ricorso dei legali di Green Hill. Questo perchè, ad avviso dello stesso Zanforlini, ci sarebbero ancora indagini in corso. Mistero, però, sull’oggetto delle indagini. Qualsiasi cosa siano, andrebbero però a formare quegli elementi di prova che tengono ancora in vita un sequestro di natura probatoria.

Dunque cani al sicuro, almeno per ora e forse per sempre. Green Hill potrebbe non avere più intenzione di riaprire. A Brescia non è un mistero per nessuno che gli operai specializzati messi in cassa integrazione, stiano cercando altro lavoro. Forse, si vocifera in ambiente inquirente, portandosi adosso la “macchia”, ovvero il sospetto, di un passato non invidiabile. Un fatto, nel caso fosse vero, che andrebbe senz’altro messo da parte.

Una sola indiscrezione è circolata sulle ipotesi delle indagini in corso. Tra le altre ve ne sarebbe una che potrebbe riguardare il calore delle fattrici. Forse i tempi tra i due estri si potrebbero presentare un po’ troppo ravvicinati. Le cause, in bibliografia, possono essere diverse. Tra queste una selezione della varietà di beagle utilizzati, come una particolare alimentazione, oppure, sempre in teoria, una appropriata somministrazione farmacologica. In altri termini, occorre tempo per vedere se le cagne riequilibrano naturalmente i tempi dell’estro, oppure trattasi di una caratteristica ormai congenita. Anche qui, tutti, o quasi, con le bocche cucite.

Intanto il secondo ricorso, ovvero quello promosso in Cassazione dal PM Cassiani contro l’annullamento del sequestro preventivo, va avanti.

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