GEAPRESS – Si tratterebbe di un atto formale di denuncia querela firmato, come privato cittadino, da Antonio Colonna. Sarebbe proprio lui l’agente zoofilo riferito dal Corriere della Sera che avrebbe comportato l’iscrizione nel registro degli indagati della Procura della Repubblica di Brescia, del Comandante della Polizia Municipale di Montichiari, del Sindaco e di un dirigente della Regione Lombardia. Colonna era, nel settembre 2011, Responsabile delle Guardie OIPA nominate quale organo di PG nella prima inchiesta aperta contro Green Hill. Inchiesta che però, si concluse con l’archiviazione dell’ipotesi di maltrattamento. La denuncia di Colonna sarebbe stata depositata presso la Procura della Repubblica di Brescia lo scorso 20 settembre. Appena sei giorni addietro.

L’omessa comunicazione delle rilevanza assunte su Green Hill, alla base dell’accusa piovuta ora sul Comandante della Polizia Municipale di Montichiari Leali, sarebbe infatti relativa all’inchiesta congiunta affidata nello scorso autunno dal PM Lara Ghirardi alla Guardie OIPA ed alla stessa Polizia Municipale. Inchiesta che si concluse con l’archiviazione dell’ipotesi di maltrattamento di animali. L’altro Pubblico Ministero di quella indagine, il Procuratore Aggiunto Sandro Raimondi, è però lo stesso che, assieme al PM Cassiani, ha portato al sequestro di Green Hill scaturito da un esposto di Legambiente. Gli atti potrebbero addirittura riguardare i verbali di sopralluogo.

Leali dovrà ora dimostrare la sua innocenza di fronte alla pesante accusa di avere omesso di comunicare le irregolarità rilevate. Assieme al Comandante è indagato il Sindaco di Montichiari Elena Zanola per l’ipotesi di abuso d’ufficio. Potrebbe, cioè, avere avuto in mano la possibilità di ritirare l’autorizzazione di Green Hill, ma non l’avrebbe fatto. Un terzo misterioso indagato, riferito come un dirigente della Regione Lombardia, potrebbe invece essere un alto funzionario dell’ASL Lombardia che non è intervenuto, o forse avrebbe acconsentito. Nessuna contestazione di natura associativa, comunque. Tutte le accuse ora mosse non si baserebbero su intercettazioni, ma sull’esame dei documenti al vaglio degli inquirenti. Raffronti, in modo particolare, con i documenti a suo tempo messi sotto sequestro grazie all’intervento dalle Guardie OIPA. Documenti ora sequestrati a seguito delle indagini della Polizia di Stato e dal Corpo Forestale dello Stato e dirette, oltre che dal PM Cassiani, proprio da Raimondi.

Una seconda indagine molto simile alla prima, che però non portò ad alcun intervento. Anzi venne tutto archiviato.

Su quest’ultimo intervento della Magistratura bresciana si era già avuto modo di rilevare la singolarità dell’esclusione della Polizia Municipale dagli organi di Polizia Giudiziaria. Altro particolare, già rilevato, il perdurante silenzio del Sindaco Zanola da più parte invitata a ritirare l’autorizzazione che dovrebbe ancora essere in possesso dell’allevamento.

In sostanza, se le ipotesi di reato dovessero essere confermate e, soprattutto, portare ad una condanna, la precedente indagine, ovvero quella condotta dal PM Ghirardi, aveva visto giusto. Mancarono, però, gli elementi per la contestazione del reato. Mancarono o furono occultati?

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N.B.: secondo quanto pubblicato dal Giornale di Brescia it  il Comandante della Polizia Locale di Montichiari è stato assolto dalle accuse di falso e omessa denuncia, così come il funzionario della Regione Lombardia. Nell’articolo linkato le informazioni sul caso.