GEAPRESS – Per chi non aspetta altro di potere assistere alla chiusura dell’allevamento di Montichiari, va ricordato che “istanza” significa “richiesta”. Non è, cioè, una esecuzione di un ordine di chiusura. Anzi quest’ultimo dovrebbe arrivare dal Sindaco di Montichiari, Elena Zanola, che nei trascorsi rapporti con gli animalisti non ha dimostrato grandi affinità di idee. Sua, ad esempio, la definizione di Green Hill come di un “soggiorno per cani”.

Questa volta, però, la richiesta di revoca dell’autorizzazione comunale, che se attuata comporterebbe la chiusura dell’allevamento, arriva da un organo di Polizia Giudiziaria che lo scorso trenta settembre, su disposizione della Procura della Repubblica di Brescia, ha eseguito un controllo presso l’azienda. Qui sarebbero state riscontrate quelle che apparirebbero come violazioni alla norma nazionale in tema di sperimentazione animale, ovvero il Decreto Legislativo n. 116 del 1992.

La notizia, clamorosa, è riportata in un articolo di Stefania Piazzo pubblicato su La Padania, oggi in edicola. L’inchiesta giudiziaria sarebbe diretta dal Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Brescia dott.ssa Lara Ghirardi. L’organo di Polizia Giudiziaria è rappresentato dal Servizio di Vigilanza Ecozoofila dell’OIPA e dal Nucleo di PG della Polizia Municipale di Montichiari.

Ma quali sarebbero le contestazioni alla base dell’istanza? L’organo di PG avrebbe riscontrato l’assenza del registro di carico e scarico, ovvero la tracciabilità dei cani allevati da Green Hill. Al rispetto di questa disposizione si rifà la stessa autorizzazione rilasciata dal Comune di Montichiari. Da qui l’istanza di ritiro dell’autorizzazione e contestuale chiusura.

Secondo quanto riportato da La Padania, l’azienda avrebbe riferito che l’obbligo era comunque assolto nelle more di quanto previsto in tema di disposizioni sull’anagrafe canina. Fatto che non deve aver convinto la Procura di Brescia. Vi sarebbe a questo proposito la storia di 400 cagnolini, già svezzati, che ad ogni modo non risulterebbero registrati proprio nella banca dati dell’anagrafe canina regionale. Anzi, stante la stessa documentazione riservata pubblicata nell’articolo di Stefania Piazzo, l’ultimo aggiornamento pervenuto all’anagrafe risale al tre agosto scorso. I cagnolini, ad avviso dell’organo di PG, dovevano comunque essere annotati nel registro, risultato, però, assente.

Il procedimento penale a carico dell’amministratore unico della srl che gestisce Green Hill, corrisponderebbe al numero 17512/11 del Registro Generale delle Notizie di Reato. Nell’articolo de La Padania, non viene riferito chi è l’autore della denuncia, così come se ad oggi sono ravvisabili estremi di reato di cui alla legge contro i maltrattamenti di animali. Di sicuro trattasi di un atto antecedente all’annuncio del Ministro Brambilla che proprio l’altro ieri ha comunicato di avere presentato alla Procura di Brescia un esposto contro il noto allevamento (vedi articolo GeaPress). 

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