GEAPRESS – Tramonto sui tetti di Green Hill, con un alto dirigente dell’azienda americana che gironzola nei luoghi da stamani ed il Sindaco di Montichiari (BS) Elena Zanola, che secondo il Coordinamento Fermare Green Hill avrebbe tutte le facoltà di potere ritirare le autorizzazioni e far chiudere l’allevamento. Scortata dalla polizia, è stata notata dai cinque attivisti sul tetto del capannone numero uno, quello con i cani pronti a partire per i laboratori di sperimentazione animale. Purtroppo non si è voluta fermare a parlare, anzi, dicono gli animalisti, non li ha voluti neanche guardare. Si sentivano però i 500 cani detenuti nel capanno … delle partenze.

Qualche momento di tensione, quando alcuni manifestanti hanno tentato di raggiungere la collina da strade secondarie circostanti. Sono stati fermati dalle Forze dell’Ordine. Poi, in fin dei conti, gli unici a parlare con gli attivisti, sono stati i funzionari della Digos, per sapere quanto tempo hanno intenzione di continuare la protesta. Dalla politica lombarda, tutto tace. Di fatto a Montichiari si sono creati tre gruppi di attivisti. I cinque saliti stamani sul tetto, il gruppetto di 10 – 15 ragazzi difronte i cancelli di Green Hill ed un centinaio di simpatizzanti alla base della collina. Questi ultimi non hanno più, da questo pomeriggio, la possibilità di dare il cambio al gruppetto innanzi ai cancelli. Di fatto la quindicina difronte ai cancelli, è isolata dalle transenne poste alla basa della collina. Domani, poi, la manifestazione continua e sono già previsti arrivi da più regioni d’Italia.

Dal tetto, gli attivisti filmano le loro impressioni (vedi video). Un filmato agghiacciante perchè si sentono i latrati dei cani e, aggiungono gli attivisti, gli odori forti che escono dai bocchettoni del ricambio aria. Nauseabondi, vogliono sottolineare. Il capannone appare tutto chiuso, eccetto le alte finestre.

Giù, alla base della collina, il presidio animalista si organizza per passare la notte. E’ stato montato un gazebo e vengono distribuiti pasti caldi. Persone di tutte le età. Tutti convinti che quell’allevamento deve chiudere. E sul tetto?

Si gela, ma gli attivisti da noi contattati stasera, tengono a sottolineare che non sono degli eroi. “Siamo solo persone normali – dice a GeaPress uno dei ragazzi dal tetto – come tanti altri, che non accettano più lo sfruttamento degli animali. Teniamo a dire che i riflettori non devono essere puntati su di noi ed il nostro disagio, comunque momentaneo, ma su di loro, sui cani che continuanno a stare qui.”

Di sicuro, però, prima di loro non c’era riuscito nessuno. Nessuno aveva potuto sentire i latrati dei cani di Green Hill. Ora gli si è data voce. Come ai quattro o cinque cani che da stamani, dicono i ragazzi sul tetto, non hanno mai smesso di latrare. Per loro, e per tutti gli altri, già alle 6.00 di oggi, quando è iniziata l’occupazione del tetto del capannone numero uno, era tutto illuminato con le luci artificiali. Lo è anche stasera. Ininterrottamente.

Il Coordinamento Fermare Green Hill, oltre ai tre video filmati sul tetto, ha diffuso un quarto video che mostra le fasi iniziali dell’irruzione. Da fuori la recinzione di Green Hill vengono filmati i cinque già all’interno che velocemente si avvicinano, con una lunga scala, al capannone numero uno. Pochi secondi e poi la scritta che continua tutt’ora a sventolare “questo lager deve chiudere“.

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