GEAPRESS – Non si farà il presidio previsto dal Coordinamento Fermare Green Hill a Montichiari. Dopo i disordini di ieri (vedi articolo GeaPress) la Questura non ha concesso l’autorizzazione. Una decisione che già era stata annunciata in caso di complicazioni. Dobbiamo prendere atto della cosa, hanno riferito dal Coordinamento, annunciando la disdetta del programmato presidio.

Ma chi ha rotto la recinzione che è ai piedi della collina? Secondo quanto riportato da alcuni organi di informazione locali, sarebbero stati i militanti dell’Associazione 100% animalisti, i quali avrebbero nascosto in precedenza tronchesse e pinze. Da 100% animalisti non c’è ancora un comunicato ufficiale anche se la loro presenza ieri a Montichiari è confermata. Di sicuro, se così è stato, è impossibile pensare ad una coordinazione dell’azione visto che, notoriamente, tra i due gruppi,  non corre buon sangue.

Per la Questura di Brescia, che ha riferito di oltre 2500 manifestanti, non è ipotizzabile che in uno stato di diritto, in ragione di argomenti pur ritenuti nobili ed ampiamente condivisibili, si possano compiere impunemente  atti di violenza e di illegalità.

La dinamica degli incidenti sembra ormai individuarsi in due fasi principali. Il taglio di una recinzione alla base della collina ed il successivo avvicinamento di centinaia di manifestanti fino al cancello dell’allevamento. Poi il tentativo da parte di alcuni, riferisce sempre la Questura, di tagliare le reti.

Quando il corteo è giunto al termine, è stata divelta una prima recinzione nei pressi di un canale. Siamo alla base della collina. Decine di manifestanti hanno iniziato a scavalcare il canale superando il varco aperto. Il primo tentativo di penetrazione è stato respinto dalle Forze dell’Ordine. E’ stato solo l’inizio. I manifestanti, infatti, sono riusciti ad entrare in massa anche grazie alla caduta delle barriere poste nella  strada che conduce all’allevamento.  Non è chiaro, però, chi ha tolto gli ostacoli. Secondo la Questura i manifestanti avrebbero approfittato dei campi coltivati circostanti per raggiungere i cancelli di Green Hill. Di certo sul lato destro di questi ultimi è avvenuta una prima carica delle Forze dell’Ordine. A quanto pare alcuni manifestanti sarebbero stati notati con attrezzi di scasso. Poi una seconda carica, innanzi ai cancelli. In questa fase, dalle retrovie della massa di persone nel frattempo sedutasi in terra e con le mani alzate, sarebbe avvenuto un intenso tiro di vari oggetti. Pietre ed altro dirette contro le Forze dell’Ordine che hanno finito, però, per colpire gli stessi manifestanti, divenuti a sua volta oggetto dell’intervento della Polizia e dei Carabinieri. Presente anche la Polizia Municipale di Montichiari, la Digos di Brescia, mentre è stato notato il PM della Procura della Repubblica di Brescia dott. Ambrogio Cassiani. Alla fine dei tafferugli, alcuni manifestanti sono  dovuti ricorrere alle cure di primo soccorso, soprattutto a seguito delle manganellate.

I commenti tra chi ha partecipato al corteo sono contrastanti. “Era pieno di polizia e sono sicura che erano anche in borghese tra di noi– riferisce a GeaPress una manifestante – li ho visti poi dentro Green Hill. Quando ho alzato il cartello davanti agli occhi dei celerini ho visto uno di loro con gli occhi lucidi. Possibile che nessuno di loro abbia un cane?”.
Quando sono arrivata alla fine del corteo non  ho più capito cosa si doveva fare – si lamenta un’altra manifestante – le iniziative era lasciate ai singoli“. “Sono partita da Cuneo con un sacco a pelo e la borraccia d’acqua – riferisce a GeaPress Katia – come avevo letto nelle indicazioni degli organizzatori. Non conoscevo nessuno, ero da sola e felicissima di sapere di più, di sapere dei vegani, io non lo sono. Poi ho visto che la recinzione era stata aperta ed anche io mi sono precipitata al pensiero di tutti quei cani“.

Cristian, sull’account  facebook del Coordinamento Fermare Green Hill, riferisce che  bisogna essere consapevoli del fatto che i reati che vengono contestati nel caso di violazione di proprietà privata sono gravi e la reazione della Polizia in questi casi  avviene. Ma prendersi manganellate per una “malaorganizzazione ed un “pugno di imbecilli” che va a provocare la Polizia, decisamente no“. Commenti analoghi anche nell’altro gruppo facebook che in questi mesi ha raccolto molte migliaia di adesioni.
Nell’account di Occupy Green Hill, Alessandra spiega le sue difficoltà a mettersi nelle vesti dei poliziotti. “Magari starebbero volentieri dall’altra parte“, dice. “Erano in tantissimi ed hanno caricato senza motivo – accusa Simona – comunque tutto a posto, qualche ferito ma niente di grave“.

Chissà cosa ne pensa Green Hill, ancora silente sui fatti di ieri pomeriggio. Si era fatto sentire poco prima della manifestazione con un suo comunicato dove aveva parlato di una minoranza di ultras. Per l’allevamento di Montichiari gli “ultras” metterebbero in scena un paradosso. Ovvero, sempre secondo Green Hill, quello di mettere in discussione con  una violenza intollerabile,  il giudizio di un Tribunale.  Questo anche con la pubblicazione di documenti falsi o manipolati.

Ne avevamo parlato in più articoli di GeaPress. Attenti a dire che Green Hill maltratta gli animali. Piaccia oppure no, questa è la titolazione di un reato e solo un Magistrato può accogliere o rigettare l’accusa. In altri termini Green Hill potrà querelare chi continua a dirlo, dal momento in cui il 28 marzo scorso, il GIP del Tribunale di Brescia ha accolto la richiesta del Pubblico Ministero di archiviazione della ipotesi di reato. Avevamo anticipato la decisione del GIP  il 24 marzo scorso (vedi articolo GeaPress). Niente maltrattamento, ma probabile prosieguo delle ipotesi omissive da parte di alcuni funzionari dell’ASL di Brescia. Sempre secondo indiscrezioni pervenute a GeaPress, parrebbe però che alcuni di loro si siano presentati spontaneamente innanzi al Magistrato sostenendo che se errori ci sono stati, sono stati compiuti senza volontà di farlo. In altri termini si tratta di condotta colposa e non dolosa (con volontà e per trarne profitto), come invece prevedono buona parte dei reati che riguardano la pubblica amministrazione. Si vedrà.

GeaPress è in grado di anticipare il Decreto di archiviazione a firma del GIP dott. Ciro Iacomino. Questo il nocciolo della questione ovvero “l’infondatezza della notizia di reato e le svariate denunce pervenute successivamente, che hanno originato procedimenti poi riuniti a quello originale [ndr: si tratta del procedimento avviato dalle Guardie OIPA] , appaiono essere state redatte dai cittadini su modelli “a stampone” , reperibili sul web. Orbene rispetto ad esse condivisibilmente il P.M. non ha ritenuto di dar corso a notifiche ex art. 408 comma 2 c.p.p. Non reputando i denunciandi persone offese dal reato, posto che il bene giuridico tutelato è il sentimento umano di pietà e compassione per la sofferenza degli animali, che afferisce necessariamente alla collettività“. Piccolo particolare. Parrebbe che il legale di Green Hill abbia già nei mesi scorsi depositato una denuncia querela. Secondo indiscrezioni, ancora da confermare, potrebbe trattarsi del filmato diffuso dalla trasmissione Striscia La Notizia.

Di certo, nel Decreto di archiviazione, sono riportate solamente le risultanze riferibili alla Polizia Municipale di Montichiari, quale organo di  Polizia Giudiziaria, e all’Istituto Zooprofilattico della Lombardia e dell’Emilia  coinvolto nelle indagini. Per la Polizia Municipale i cani erano tenuti in “numerosi box, di buone dimensioni, che garantivano un’ampia libertà di movimento per gli animali, si trovavano in ottime condizioni, tant’è che per fare ingresso in ognuno dei capannoni in trattazione, al fine di non portare al loro interno agenti esterni infettivi, il personale operate era costretto a transitare attraverso una barriera antibatterica e a munirsi di una apposita tuta e calzari“. Nessuna difformità, rispetto ad un analogo allevamento di cani, circa la mortalità dei cani. Nessuna difformità, inoltre, sulla compilazione dei registri. L’esame della documentazione, compiuta dall’Istituto Zooprofilattico della Lombardia e dell’Emilia, ha rilevato “capacità gestionali, di allevamento e professionali di buon livello sia dal punto di vista organizzativo e direttivo che dai punti di vista tecnico, veterinario e di gestione dei cani. I cani vengono allevati con cura dalla nascita alla vendita, o alla successiva attività di riproduzione , mettendo in pratica sia i criteri di allevamento zootecnico che di allevamento per scopi di animali sperimentali, facendo attenzione ad allevare gli animali nel modo più simile per ambienti e manipolazione a quello che troveranno negli ambienti di sperimentazione al quale sono destinati. Dai rilievi effettuati e dalla documentazione esaminata non emergono situazioni di maltrattamento o situazioni aziendali che siano causa di rischio di maltrattamento di animali“.

Tutto archiviato, dunque, ed il PM dovrà ora provvedere alla “conservazione” del fascicolo.

Duro il commento dell’Associazione Freccia 45 che, tramite l’Avvocato Aldo Benato, ha avuto accesso alla documentazione depositata in Procura. Conclusioni non condivise in merito ai decessi dei cani e dito puntato contro chi controlla l’operato dei tanti. Secondo Susanna Chiesa – Presidente dell’Associazione animalista – l’ASL non avrebbe negato gli errori, ma li avrebbe imputati alla mera distrazione. Condotta colposa e non dolosa, dunque. Condotta non perseguibile ormai per la quasi totalità dei reati che riguardano la pubblica amministrazione.  “Evidentemente anche la morte può divenire un errore di distrazione“, commenta Susanna Chiesa che se la prende anche con i politici che da anni sapevano senza muovere un dito ed apparsi solo quando la questione è arrivata alla ribalta delle televisioni. Intanto la richiesta che arriva è di commissariare l’ASL bresciana.

Ed ora? Indagine sul maltrattamento archiviata, nessuna testa riconosciuta nella politica, tante associazioni che si avvicendano sulla scena. Una amalgama sul caso “vivisezione”, scoppiato in Italia grazie alla luce accesa dal Coordinamento Fermare Green Hill.  Caso coinciso con l’arrivo, in assordante silenzio, della Direttiva europea sulla vivisezione del 2010. Rimane aperta la questione art. 14 e gli impedimenti che, forse, non sono solo del Senato. L’altro ieri un duro comunicato dell’Associazione Animalisti Italiani Onlus,  ha denunciato come lo stesso articolo, attualmente ai lavori della XIV Commissione del Senato, sia gravemente mal posto  Si rischia il tonfo anche su questo fronte come già nei mesi scorsi la stessa LEAL (Lega Antivivisezionista) aveva messo in evidenza criticando proprio i contenuti dell’art. 14. Si vedrà nelle prossime settimane.

Forse, però, fermarsi nei prossimi giorni a Montichiari con borraccia e panino vegano, non sarebbe stato male. Anzi, nei mesi scorsi, c’era pure chi aveva rinunciato a mangiare, iniziando lo sciopero della fame nella piazza di Montichiari. Chissà perché  ogni volta che si annuncia una cosa ne arriva un’altra che si sovrappone nello stesso luogo. Intanto, Green Hill è ancora più forte. Sembra quasi coraggioso il comunicato della Questura di Brescia che, per la seconda volta in poche settimane, sottolineando la fermezza sui compiti di polizia, ritorna a parlare “di argomenti pur ritenuti nobili ed ampiamente condivisibili“.  Per chi ha dimestichezza con i comunicati delle Questure, noterà come non sia facile trovare precedenti.

Intanto, nei prossimi giorni, una nuova iniziativa. E’ in appoggio ad un disegno di legge che vuole in quattro articoli vietare improvvisamente la vivisezione in Italia, punendo inoltre chi trasgredisce, con il ridicolo articolo 727.

Continuando così, non c’è molto di cui stare allegri.

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