GEAPRESS – Confermato il sequestro preventivo ai danni di Green Hill (vedi articolo GeaPress). La richiesta del PM è stata accolta e, su disposizione del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Brescia, si legge in una nota della Forestale, sono stati apposti i sigilli anche all’intera struttura dissequestrata ad agosto.

Sigilli più “pesanti”, così evidenzia lo stesso Corpo Forestale, che lascia prefigurare una ancor più improbabile riapertura dello stabilimento oltre che nuove ipotesi di reato. Il sequestro probatorio, infatti, ovvero il primo apposto dopo l’intervento della Forestale e della Polizia di Stato, era finalizzato alla ricerca della prova. Quello preventivo, invece, ad evitare o aggravare le conseguenze di un supposto reato.

Maltrattamento di animali, si era detto, poi seguito dall’iscrizione nel registro degli indagati dei presunti responsabili di altre ipotesi di reato. Ora, lascia intendere la Forestale, sarebbero emersi profili che potrebbero far configurare a carico degli indagati la contestazione di un nuovo e ben più grave reato: l’associazione a delinquere aggravata dalla transnazionalità.

Cosa significa tutto ciò? Che gli indagati di un reato delitto (come ad esempio il maltrattamento di animali) in accordo tra loro e stabilmente mettevano in atto un comportamento criminoso con il fine di trarne vantaggio.

Top secret sul nome dei soggetti che potrebbero essere interessati dalla contestazione del reato di associazione. Allo stato attuale, più partecipi nella vicenda di Green Hill, risultano indagati. Oltre ai responsabili dello stesso stabilimento, recentemente sono riapparsi agli onori della cronaca, a seguito di una denuncia presentata da Antonio Colonna, (vedi articolo GeaPress) anche i nomi del Sindaco di Montichiari e del Comandante della Polizia Municipale.

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