Green Hill e l’affido dei beagle ad ARCI CACCIA
Affidatari solo del nord Italia, ma nel caso di controversie si va a Crotone.
GEAPRESS – Potrebbero partire già da dopodomani le operazioni di consegna dei cani di Green Hill. Questo secondo indiscrezioni circolate oggi presso il Tribunale di Brescia. Un sequestro lampo, inaspettato e risolutivo (forse) che non sta però cancellando del tutto i dubbi su cosa succederà ai cani nel caso di dissequestro.
TUTTI A CROTONE
Legambiente e LAV hanno predisposto per i possibili affidatari, un “accordo di affido provvisorio” ovvero un contratto tra le parti. Da un lato LAV e Legambiente come custodi giudiziari e dall’altro l’affidatario che dovrà rispondere ad alcuni requisiti. Tra questi quello di essere residente nel centro nord (prerogativa inserita nella pagina web delle Associazioni prima di scaricare il contratto) al fine di evitare lo stress del trasporto al cane. Chissà però quale stress dovrà subire il nordico affidatario, dal momento in cui, nel caso di controversia, dovrà precipitarsi in Calabria, fino al Foro competente scelto da LAV e Legambiente, ovvero quello di Crotone.
Dunque, se ad esempio Green Hill ottiene il dissequestro, l’accordo firmato, come scritto nel contratto, è inteso a questo punto sciolto. LAV e Legambiente devono però rispondere al Tribunale di Brescia come custodi giudiziari e l’affidatario riottoso a riconsegnare il cane ne discuterà a Crotone. Giova a questo proposito ricordare come il sequestro è solo una misura cautelare. Non viene meno, cioè, il presupposto di proprietà di Green Hill. Solo nel caso di confisca definitiva si scioglierà ogni legame tra i cani e Green Hill.
Le due Associazioni hanno giustamente previsto alcune regole per la valutazione dell’affidatario. Nei siti web delle due associazioni viene chiesto, prima di arrivare al contratto, se ci sono altri animali in famiglia, la composizione del nucleo familiare, se gli eventuali cani sono sterilizzati, vaccinati e se c’è un giardino in casa. Viene poi chiesto se il richiedente ha condanne ai sensi dell’art. 727 del Codice Penale (abbandono e inidonee condizioni di detenzione di animali) e di reato non colposi. Ovvero quelli dolosi come il maltrattamento, combattimenti tra cani e uccisioni tra cani. Questo anche nel caso di procedimenti penali in corso. Fra le modalità di detenzione richieste quelle di “mantenere e curare l’animale con la diligenza del buon padre di famiglia, secondo gli impegni assunti con il presente contratto e si obbliga a garantire al cane ottimali condizioni di vita e di salute, secondo le caratteristiche etologiche proprie della specie, impegnandosi a detenerlo nel miglior modo possibile, garantendogli ogni cura ed assistenza necessaria“.
I CANI AI CACCIATORI
Viste le clausole, alle Associazioni sarebbe ora arrivata una inaspettata richiesta. ARCI CACCIA si è messa a disposizione per accogliere i beagle. Non hanno trovato nulla di ostativo nelle clausole imposte all’affidatario ed hanno per questo contattato Legambiente che ieri avrebbe riferito della richiesta alla LAV. Il beagle, come è ben noto, è un cane molto in uso tra i cacciatori ed in nessuna parte della modulistica predisposta per l’affido, viene scritto che non devono essere usati per la caccia. Un cacciatore, non ha alcun obbligo di dichiararsi tale.
“ARCI CACCIA – riferisce a GeaPress Osvaldo Veneziano, Presidente nazionale dell’Associazione – ha dato la disponibilità per l’affidamento dei beagle. Sono cani peculiari per l’attività venatoria. ARCI CACCIA – ha aggiunto Veneziano – si è resa disponibile a promuovere l’affidamento dei cani beagle presso i propri associati“.
I cacciatori non hanno ancora avuto risposta da Legambiente con la quale, dice sempre Veneziano, è in atto un accordo cornice per la gestione della fauna. “Sia chiaro – ha riferito Veneziano – che il cane andrà a svolgere la sua naturale inclinazione, ovvero la caccia. Il beagle è un cane che lavora in muta. Con noi sarà un cane che torna ad inseguire la preda. ARCI CACCIA – conclude Veneziano – offrirà comunque garanzia di ottima custodia“.
Singolare coincidenza. Animalisti e cacciatori (dal contratto è impossibile capire chi lo è e chi no) questa volta si ritroverebbero assieme, almeno nel caso di controversia, … a Crotone.
Tutto comunque è ormai pronto. Raccolte fondi già da tempo avviate e molte migliaia di richieste di affidamento. Se Green Hill non otterrà il dissequestro, andrà tutto bene. Per animalisti e cacciatori, senza neanche mentite spoglie.
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“Il motivo per cui ho ritardato il microchip…”
Queste però sono scuse e giustificazioni che potrebbe addurre chiunque; quindi chiunque potrebbe non osservare la legge a quel punto.
“In quanto ” all’ agire personalmente “, e contro la legge, vallo a spiegare ad un contadino che vive a in un cascinale abituato ad ogni sorta di animale e della loro morte.”
Non c’è assolutamente niente da dover spiegare: ammazzare il proprio cane da caccia con una fucilata perché vecchio e malato, è un gesto indegno, e chi lo compie è un meschino.
“Perchè vedere solo il brutto in ogni cosa?”
Per il semplice motivo che ammazzare un cane con una fucilata non è solo un gesto brutto, è un gesto meschino e vigliacco, che solo uomini “rozzi e ignoranti” possono compiere.
“Perchè ti ostini a parlare di un mondo che conosci solo in maniera superficiale?”
Questa è una tua legittima opinione, come tale degna di rispetto. Ma basta leggere qualche riga sopra per accorgersi che quello che ti sforzi di dire è spesso e volentieri smentito da quello che fanno molti tuoi colleghi, nonché dai comunicati stampa di certe associazioni venatorie; quindi forse tu più di me dimostri di avere una conoscenza parziale e superficiale di un mondo che all’apparenza credi (chissà se in buona fede) di conoscere bene.
“Dici così perchè sei ignorante in materia dato che non sai che ci sono allevamenti che garantiscono la ” riuscita ” del cani quasi al 100%.”
Ma guarda che non si stava parlando di cani specificatamente provenienti da allevamenti (di cani da caccia): perché è ovvio che se un cacciatore il cane da caccia se lo compra in allevamento, esso deve “funzionare” per forza, altrimenti il cacciatore ha diritto a riportarlo indietro visto che gli è stato venduto un ‘oggetto’ difettoso! E questo dovrebbe far riflettere: quei cani sono venduti come oggetti da caccia, e garantiti nel loro buon funzionamento a caccia, al punto che se uno risultasse difettoso è possibile riportarlo dal “costruttore” e farselo cambiare; e con quello che questi cani costano, non c’è da stupirsi se poi qualcuno, davanti ad un cacciatore che annega pur di salvare il proprio cane da caccia, insinua “chissà quanto costava il cane”.
“Io preferisco prendermi un cucciolino e farlo crescere in casa tra l’ affetto dei miei. Riperto, se riesce bravo bene, se riesce meno bravo bene lo stesso.”
Ecco appunto, è proprio di questo che si sta parlando: di quei cacciatori che il cane da caccia non lo comprano in allevamento, ma lo vanno a cercare in un canile, o se lo fanno dare dalla cucciolata del vicino, o situazioni simili. Tu dici “io me lo tengo lo stesso, che sia buono o no per la caccia”; ma è credibile che questo sia un comportamento diffuso? Cioè: è davvero credibile che chi cerca un cane da caccia (e per qualsiasi motivo non lo voglia acquistare), sia disposto a tenersi tutti cani che passa in rassegna finchè non trova quello giusto? O è più credibile invece che queste persone, se incappano in cani non adatti a soddisfare le loro esigenze venatorie, se ne liberino in un modo o nell’altro e ne cerchino un altro… e poi magari un altro… e un altro, finchè non trovano quello giusto?
“Nemmeno sai cosa vuol dire ” bravo ” per un cane da caccia però (stra)parli del tema comunque”
Niente di più semplice: un cane da caccia è “bravo” quando si comporta nella maniera in cui il padrone cacciatore necessità che esso si comporti. In sostanza un cane da caccia è bravo se risponde alle esigenze del cacciatore, qualunque esse siano.
“Ti erigi a persona che sa la Verità con commenti, a volte, dettati solo dall’ astio senza un minimo di ragionevole contraddittorio.”
Capisco che quel che dico ti possa dar fastidio Giulio, ma capisci bene che non è che uno deve star zitto per non urtare te, eh! Quanto al “ragionevole contraddittorio”, non si capisce davvero di cosa ti lagni: mi stai rispondendo… dunque non è forse un contraddittorio, questo? Ma probabilmente a te piacerebbe di più un “contraddittorio” dove nessuno ti contraddice, o meglio ancora dove nessuno commenta ciò che scrivi (si veda il tuo incipit nella tua risposta a Diana del 30 luglio 2012 alle 00:10
“Odi i cacciatori? bene, tanto piacere ma non ostinarti a mettere sempre in cattiva luce la persona che va a caccia.”
Permettimi di notare che gente che va a caccia e si diverte ad ammazzare animali per passione, si pone in una condizione ridicola e non credibile atteggiandosi a vittima destinataria di odio.
Per il resto come ti ho già detto altre volte, io non odio nessuno, anche e soprattutto perché persone che compiono certe meschinità (come ammazzare il proprio cane, vecchio e malato, con una fucilata), non si meritano che io sprechi alcuno dei miei sentimenti per loro, nemmeno sentimenti di odio… Se poi qualcuno odia certi cacciatori (o anche i cacciatori in genere), probabilmente non si tratta di altro che della moneta con cui vengono ripagate tutte le “belle cose” che molti di questi signori fanno; quell’odio insomma ve lo siete ben guadagnato (parlo come categoria, nessun riferimento specifico a te)
“Molti di loro, probabilmente, sono meglio di te.”
Probabilmente. Ma mi permetterai di osservare che il tuo giudizio sia per l’appunto il giudizio di una “persona che va a caccia”.
Bene, rispondiamo a Gipo con il suo metodo:
” Queste però sono scuse e giustificazioni che potrebbe addurre chiunque; quindi chiunque potrebbe non osservare la legge a quel punto. ”
Io, di come si comporti ” chiunque ” non posso saperlo. So del perchè delle mie azioni che sono sempre votate alla legalità. Io ho il mio mestiere e rispondo solo di quello. Certamente il veterinario sapeva con chi aveva a che fare e mi ha consiglito così. Forse ci fossi andato tu avrebbe agito diversamente………………….
” Non c’è assolutamente niente da dover spiegare: ammazzare il proprio cane da caccia con una fucilata perché vecchio e malato, è un gesto indegno, e chi lo compie è un meschino. ”
Questo è un tuo punto di vista e come tale degno di rispetto
Non è che io farei mai ciò ma nemmeno farei l’ iniezione letale. Porre fine alle sofferenze di un essere, che ti ha seguito e ti ha dato affetto per tutta la sua vita, è un gesto d’ amore, e sensibilmente costosissimo, che se non riesci a capire il problema, purtroppo, è tuo.
come puoi giudicare meschino, vigliacco quel padre che, tempo fa ha ucciso, CON LA PISTOLA, il suo unico figlio perchè alla fase terminale di una grave malattia?
” non c’è da stupirsi se poi qualcuno, davanti ad un cacciatore che annega pur di salvare il proprio cane da caccia, insinua “chissà quanto costava il cane”. ”
Qui mi astengo dal commentare perchè sarebbero solo offese che spero tu possa immaginare.
” Ma probabilmente a te piacerebbe di più un “contraddittorio” dove nessuno ti contraddice, o meglio ancora dove nessuno commenta ciò che scrivi (si veda il tuo incipit nella tua risposta a Diana del 30 luglio 2012 alle 00:10 ”
Gipo, se tu avessi letto ma, soprattutto cercato di capire, che la mia è stata una risposta a Diana in quanto, dicendomi che il mio post era ” incommentabile ” mi ha portato, senza polemica, a scrivere ciò che ho scritto.
Naturalmente, tu, interpreti sempre a tuo modo e consumo.
” un cane da caccia è “bravo” quando si comporta nella maniera in cui il padrone cacciatore necessità che esso si comporti. In sostanza un cane da caccia è bravo se risponde alle esigenze del cacciatore, qualunque esse siano. ”
Ma le sai o non le sai l’ esigenze? Mi sa di no perchè ti rifugi nel comodo ” qualunque esse siano “.
” Ecco appunto, è proprio di questo che si sta parlando: di quei cacciatori che il cane da caccia non lo comprano in allevamento, ma lo vanno a cercare in un canile, o se lo fanno dare dalla cucciolata del vicino, o situazioni simili. Tu dici “io me lo tengo lo stesso, che sia buono o no per la caccia”; ma è credibile che questo sia un comportamento diffuso? Cioè: è davvero credibile che chi cerca un cane da caccia (e per qualsiasi motivo non lo voglia acquistare), sia disposto a tenersi tutti cani che passa in rassegna finchè non trova quello giusto? ”
Vedi Gipo, anche qua contraddici te stesso. Se uno non vuol tenersi 100 cani, o quantomeno provarne quel numero, va da un allevamento e se lo compra bello fatto. Non sei proprio tu, e qualche altro, che dici che il cane, per un cacciatore, non è altro che un ” arnese ” al pari di un fucile o di un paio di pinze? Quindi dove sta il problema?
” Permettimi di notare che gente che va a caccia e si diverte ad ammazzare animali per passione, si pone in una condizione ridicola e non credibile atteggiandosi a vittima destinataria di odio. ”
Tanto per essere chiari ridicolo sarai tu e non certo chi pratica un’ attività legale. In quanto alla vittima perchè destinataria questa è la risposta :-))))))))))))))))))))
“Io, di come si comporti ” chiunque ” non posso saperlo. So del perchè delle mie azioni”
E’ proprio quello il punto: tu al massimo puoi parlare per te; e questo vale anche quando parli dei cacciatori.
“Certamente il veterinario sapeva con chi aveva a che fare e mi ha consiglito così.”
Resta il fatto ti ha fatto fare una cosa non a norma.
“Questo è un tuo punto di vista e come tale degno di rispetto”
No qui, ti sbagli: ammazzare un cane con una fucilata è una cosa meschina e indegna, al punto che è vietata (e punita severamente) anche dalla legge. Qui non si tratta più di semplici “punti di vista” degni di rispetto.
“Non è che io farei mai ciò ma nemmeno farei l’ iniezione letale.”
Resta tuttavia l’enorme differenza che mentre l’iniezione è legale, ammazzare il cane con una fucilata no!
“Porre fine alle sofferenze di un essere, che ti ha seguito e ti ha dato affetto per tutta la sua vita, è un gesto d’ amore”
No, no, sei tu che non hai capito: qui il punto non è se decidere di sopprimere il proprio cane per porre fine alle sue sofferenze; qui il punto è voler giustificare chi sopprime il cane, vecchio e malato, a fucilate invece che seguendo le pratiche previste dalla legge e dall’etica.
“come puoi giudicare meschino, vigliacco quel padre che, tempo fa ha ucciso, CON LA PISTOLA, il suo unico figlio perchè alla fase terminale di una grave malattia?”
Ti stai aggrappando ad un esempio totalmente diverso (tant’è che quel padre l’hai tirato fuori tu, perché io ho sempre parlato dei padroni dei cani): l’eutanasia per le persone in Italia non è permessa; per gli animali invece sì.
“Qui mi astengo dal commentare perchè sarebbero solo offese che spero tu possa immaginare.”
Fa’ pure quel che credi meglio; ma è innegabile che per un cacciatore, il cane da caccia appositamente acquistato in allevamento, rappresenti anche e soprattutto un investimento economico.
“Ma le sai o non le sai l’ esigenze? Mi sa di no perchè ti rifugi nel comodo ” qualunque esse siano”
La questione non è quali siano queste specifiche esigenze, perché un qualunque cacciatore, praticante un qualunque tipo di caccia, può avere (anzi, spesso ha!) esigenze completamente diverse da quelle di altri cacciatori praticanti altri tipi di caccia o forse anche lo stesso tipo di caccia. Come vedi la tua strumentale domanda non ha una risposta univoca: il cane da caccia “è bravo” se risponde alle esigenze di quello specifico cacciatore suo padrone, qualunque esse siano. Così un cane “bravo” per un cacciatore, non è detto che lo sia per un altro.
“Vedi Gipo, anche qua contraddici te stesso. Se uno non vuol tenersi 100 cani, o quantomeno provarne quel numero, va da un allevamento e se lo compra bello fatto.”
E chi dice che tutti abbiano i soldi per poter prendere un cane da caccia in allevamento? O la sensibilità di farsi scrupoli a provarne 100, mollando i 99 non “buoni”, finchè non trova quello “buono”?
“Non sei proprio tu, e qualche altro, che dici che il cane, per un cacciatore, non è altro che un ” arnese ” al pari di un fucile o di un paio di pinze? Quindi dove sta il problema?”
Il “problema” sta nel fatto che i cani da allevamento costano molti quattrini, e un cacciatore che già spende soldi per licenze, permessi, fucili, cartucce, abbigliamento, ecc. non è detto che abbia anche i soldi per prendere un cane da caccia in allevamento; o anche se ha i soldi, non è detto che voglia spenderceli.
“Tanto per essere chiari ridicolo sarai tu e non certo chi pratica un’ attività legale.”
Ma guarda che nessuno ha messo in dubbio il fatto che la caccia sia un’attività legale (per quanto sia innegabile che molti cacciatori, sconfinino spesso e volentieri nell’illegalità più completa); qui è semmai stato evidenziato quando sia ridicolo e paradossale il vittimismo di soggetti che uccidono animali per passione, ma poi si lagnano perché si sentono “presi di mira” e (fosse anche) odiati.
@Giulio il tuo post è incommentabile nel momento in cui continui ad avallare comportamenti illegali e a supportare ulteriormente tali tesi per poi utilizzare la banderuola della legalità a tuo uso e consumo..Troppo comodo abbracciare la legge quando è permissiva e rifiutarla quando è restrittiva…come è troppo comodo rimandare atti illegali ad altri..come ben sai la legge non ammette ignoranza..il tuo vet ha commesso un illegalità.., chi non denuncia atti illegali essendone a conoscenza commette un illegalità, chi spara ad un animale da compagnia, sigh, commette un illegalità, chi pratica un eutanasia e non sia un vet commette un illegalità..conseguentemente chi uccide un cane con questi metodi quando va a dichiarare le motivazioni di decesso commette un altra illegalità…poi spiegami ‘il gesto d’amore..sensibilmente costosissimo’..quindi i cacciatori hanno 6/7 testoni per comprare un cane, parole di ieri l’altro sera di un tuo collega, e poi gli mancano due spicci per praticare una legale e indolore eutanasia? Oh forse è più plausibile che i cani non siano ancora così ‘gravi’ e che il veterinario stesso si rifiuti di praticargli l’eutanasia e che quindi per togliersi il problema qualcuno adotti pratiche fai da te??? .
@Diana
Purtroppo io e tu viviamo in due mondi diversi.
Il tuo è fatto di rigida osservanza delle leggi, dove tutto è preciso e fatto bene…………..
Il mio, invece, ha ( avrebbe.. ) la presunzione che le leggi, qualunque esse siano, fossero un pò elastiche e dotate di un pò di comprensivo buonsenso.
Hai ( avete ) parlato del caso di un cane ucciso dal suo padrone come se fosse una cosa normale che avviene tutti i giorni.
Non è così.
Porti ( portate ) sempre l’ eccezione per contrastare chi non la pensa come te ( voi.. ).
Il vet, è vero, ha commesso un’ illegalità ma, diciamo, ” controllata “.
Sapeva benissimo che quel cane non sarebbe mai stato abbandonato e poichè aveva, il cane, avuto una gastroenterite abbastanza acuta che ne pregiudicava, data la tenera età, addirittura, la sopravvivenza, decise di aspettare entrambi consapevoli di fare una mancanza non grave.
Il cane aveva, giorno più giorno meno, 2 mesi.
Quando “Ginetto “, fortunatamente, guarì completamente, dopo circa una cinquantina di giorni, fui io a ritardare.
Vedi, Diana, mi sembra che trattiate, e lo dico senza polemica sperando possa comprendere le mie parole, un pò il tutto con parecchia superficialità.
Ripeto, sembra che ciò accade di rado sia enfatizzato al massimo, come fosse la regola, per dare addosso ad una categoria che non vi piace.
E se pensi che uno ha agito, come ha agito, lo abbia fatto senza nessuna emozione, sei proprio fuori strada.
“Il mio, invece, ha ( avrebbe.. ) la presunzione che le leggi, qualunque esse siano, fossero un pò elastiche e dotate di un pò di comprensivo buonsenso.”
Purtroppo ce li avete (parlo col voi, ma non mi riferisco a te in particolare) fatti conoscere fin troppo bene “l’elasticità” e il “buon senso” con cui i cacciatori applicano le leggi in materia venatoria. Le leggi in ambito venatorio e di rispetto degli animali e della fauna sono fin troppo eteree e facilmente aggirabili; le pene poi sfiorano il ridicolo per quanto sono blande e raramente trovano applicazione effettiva… E qui si chiede ancora dell’altra elasticità e “comprensione” per chi commette atti deplorevoli (come uccidere il proprio cane da caccia a fucilate)… Bah!
“Hai ( avete ) parlato del caso di un cane ucciso dal suo padrone come se fosse una cosa normale che avviene tutti i giorni.”
Tu invece ne parli come se fosse una cosa che non avviene mai: già il fatto che avvenga (e non certo di rado) è una cosa che fa vergogna!
“Porti ( portate ) sempre l’ eccezione per contrastare chi non la pensa come te ( voi.. ).”
Usando gli stessi parametri, anche il tanto sbandierato cacciatore che si è buttato nel fiume per salvare il cane era (a maggior ragione) un’eccezione.
“Il vet, è vero, ha commesso un’ illegalità ma, diciamo, ” controllata “.”
Certo, adesso gli illeciti si chiamano “illegalità controllate”! Un po’ come i modi per aggirare il fisco si chiamano “finanza creativa”.
“Ripeto, sembra che ciò accade di rado sia enfatizzato al massimo, come fosse la regola, per dare addosso ad una categoria che non vi piace.”
Che la categoria dei cacciatori non possa essere vista con affetto e simpatia da chi gli animali selvatici li vorrebbe rispettati e vivi, piuttosto che ammazzati a fucilate, mi pare del tutto comprensibile. E riguardo “ciò che accade di rado” mi sembra che certi deplorevoli comportamenti attuati dal mondo venatorio siano tutt’altro che rari.
“E se pensi che uno ha agito, come ha agito, lo abbia fatto senza nessuna emozione, sei proprio fuori strada.”
Occorre non dimenticare che si parla di gente che usa il termine “emozione” anche per le fucilate che tira ad un animale selvatico. A riprova che il concetto di “emozione” è evidentemente tutt’altro che univoco e come tale non può essere posto alla base dell’auspicabilità o della giustificazione di un certo comportamento.
@Giulio trovo agghiacciante la probabilità che in giro se ne vadano esseri armati che hanno pure la presunzione che le leggi, qualunque esse siano, fossero un pò più elastiche e dotate di un pò di comprensivo buonsenso..vedi Giulio se io andassi in giro con un fucile, io, se la legge mi permettesse di sparare a 100 metri da un’abitazione sparerei da 200 e non da 90 perchè questo mi direbbe il buonsenso..per esempio…Il buonsenso Giulio nel caso di ‘Ginetto’ qual è? il tuo vet doveva comunicare all’asl di competenza la sua decisione motivandola….ma chiaramente questo non l’ha fatto perchè? Io un’dea la ho dell’emozione che prova chi spara al proprio cane, mi son trovata un paio di volte tra fucile e cane con un pazzo furioso davanti che pur spiegandogli che gli avremmo risolto il problema portandoglielo via continuava a voler andar avanti con la sua idea…Altre volte siamo riuscite ad arrivare prima che il fucile fosse tirato fuori..Altre volte,dopo ore di contrattazione ci siamo sentite dire’ se tra una settimana il cane non è sistemato ci penso io’ il mio ‘Tyron’ mi è arrivato perchè il suo caro padrone si è presentato dal vet chiedendo di sopprimerlo perchè ‘vecchio’.. stà con noi da tre anni in ottima salute….I miei vivono in campagna a ridosso del bosco la nostra proprietà è recintata in modo che i nostri animali non possano uscirne..ma le fucilate penetrano le reti…il mio ‘Spillo, gatto, in una brutta domenica di quattro anni fà tornò impallinato..buonsenso..una sera trovai le mie galline, tutte salvate precedentemente, morte..buonsenso..Sparare oltre una rete è buonsenso? Io ti sembrerò superficiale, me ne farò una ragione credimi…ma mi batterò tutta la vita contro queste angherie…Per me il buonsenso sarebbe che nessuno se ne andasse in giro inbracciando un fucile..