GEAPRESS – Un collegio diverso quello del Tribunale del Riesame di Brescia, rispetto a chi la scorsa estate aveva confermato il sequestro dei cani. Le prime indiscrezioni di oggi sull’esito dell’udienza di martedì scorso, gelano. Il venir meno del sequestro preventivo non riguarda solo la struttura ma anche i cani. Questi ultimi, però, rimangono ancora sotto sequestro probatorio, per cui a casa di chi attualmente li possiede. Ma quanto dura il sequestro probatorio e cosa potrebbe succedere, poi, prima della sua prossima fine naturale?

Di fatto il sequestro probatorio che ora regge da solo l’affidamento dei cani non solo è a termine ma allontana la possibilità di confisca, ovvero la definitiva perdita di ogni rivalsa da parte di Green Hill sui beagle.

Il sequestro probatorio regge finché finalizzato a rintracciare la prova del reato e fino ad un massimo di sei mesi a partire dallo scorso luglio. Questo massimo temporale è quello delle indagini preliminari. Questo sempre che Green Hill, soprattutto alla luce dell’inaspettato esito dell’udienza di martedì, non richieda subito la consegna dei cani. In questo caso se il sequestro probatorio non è ancora ben motivato, le cose si metterebbero male, anzi malissimo.

Ma a quali motivazioni potrebbe ricorrere Green Hill per riavere indietro i cani? Secondo gli inquirenti potrebbe essere il brevetto Marshall, ovvero le caratteristiche proprie dei cani della multinazionale americana. Questa potrebbe essere interessata a tutelarli e pertanto a non diffonderle. Un’ipotesi da non trascurare, soprattutto alla luce dei mille rivoli che hanno seguito gli affidamenti. L’altro motivo potrebbe riguardare quasi un punto d’orgoglio. Non servono più allo scopo, ma devono tornare lo stesso da dove sono partiti.

In linea teorica – dichiara a GeaPress l’Avvocato di Legambiente David Zanforlini che ha formulato la denuncia dalla quale è partita l’azione giudiziaria contro Green Hill – già da domani la struttura di Montichiari potrebbe riprendere la sua attività, ma i cani rimangono a chi attualmente li ha avuto in carico“. Di fatto nelle prossime ore la Forestale si recherà a Montichiari, per togliere i sigilli apposti a Green Hill.

Che le cose potessero mettersi male si era capito già martedì scorso, quando c’è stata l’udienza del Riesame. Il collegio del Tribunale del Riesame aveva infatti accettato la richiesta degli Avvocati di Green Hill di non fare partecipare all’udienza i legali di LAV e Legambiente. Oggi le prime indiscrezioni. “Prima di dare un giudizio completo – ha aggiunto l’Avvocato Zanforlini – dobbiamo leggere la sentenza. Certo questa decisione non era da augurarsi“.

Di fatto, non riconoscere il sequestro preventivo alla struttura, potrebbe significare che non deriva da quegli stabulari l’ipotesi di maltrattamento. “Mi riservo però – ripete l’Avvocato Zanforlini – di leggere le motivazioni“.

Quello che preoccupa di più gli inquirenti è l’ipotesi di restituzione dei cani. Un’ipotesi che oggi più nessuno definisce improbabile. E’ verosimile, infatti, che potrebbero esserci problemi di ordine pubblico.

 

N.B.: il termine di sei mesi, riferito nell’articolo alla durata massima del sequestro probatorio, è così stato riferito come ipotesi estremamente probabile, da fonte autorevole inquirente sulla base della specifica vicenda di Green Hill. Il termine del sequestro probatorio è comunque solitamente legato  all’esito delle indagini preliminari che, salvo richiesta di approfondimento,  è di sei mesi dall’iscrizione della notizia di reato.

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