GEAPRESS – Legambiente non ci sta. In merito alla nota diffusa dall’OIPA su alcuni punti oscuri che potrebbero essere apparsi nelle operazioni di affido dei beagle di Green Hill (vedi articolo GeaPress) Legambiente invia una richiesta di rettifica alla stessa OIPA.

Una vicenda che appare anche con i contorni di dissapori in casa animalista. OIPA, infatti, tiene a precisare che “la citazione della LAV [ndr, nel comunicato OIPA] era limitata al suo ruolo di custode giudiziario e alla mancata dissociazione pubblica da Legambiente, alla quale di fatto è stata data carta bianca, affiancando i due loghi anche nei festeggiamenti per la conclusione degli affidi. Non abbiamo – continua OIPA – tuttavia mai affermato che vi sia il dubbio che la LAV abbia affidato direttamente cani ai cacciatori”.

In effetti, con una breve nota, la LAV si era però dissociata dall’iniziativa di Legambiente, ma quello che potrebbe apparire strano è il perché ora Legambiente risponda che all’interno del contratto di affido dei beagle è precisato che i cani non possono essere utilizzati per l’attività venatoria, che nessun cane è stato dato ad alcun cacciatore e che alcune associazioni del Sud Italia inserite nel sito di Legambiente hanno dato supporto per il trasporto dei cani tra Brescia e Montichiari e non per l’affido.

OIPA, infatti, precisa come sia innegabile che nel contratto in vigore dall’inizio delle procedure di affido non era prevista la postilla aggiunta in seguito che recita “In nessun caso è consentito lo svolgimento di attività venatoria con l’animale oggetto del presente accordo”. Tale postilla, infatti, stata aggiunta al documento presente sul sito di Legambiente in data 27 agosto, quando la quasi totalità dei beagle era già stata affidata. Inoltre, sottolinea OIPA, non esclude esplicitamente che l’animale venga affidato ad un cacciatore, ma semplicemente chiede che non venga usato per l’attività venatoria. Non è quindi possibile escludere che vengano comunque detenuti come la maggior parte dei cani da caccia. Le Guardie zoofile OIPA ricevono quotidianamente moltissime segnalazioni per cani da caccia che, quando non usati per le battute, vengono tenuti in condizioni indecenti in serragli.

Il coinvolgimento di Arcicaccia a Festambiente, festa estiva di Legambiente, e la nomina di Osvaldo Veneziano, Presidente nazionale di Arcicaccia, come padrino dell’affido di uno dei 7 beagle presenti, legittima, sottolinea OIPA, un dubbio più che lecito. “Ci chiediamo infatti – riferisce OIPA – come sia possibile, tenendo conto di questi fatti inconfutabili, escludere che tra gli affidatari ci siano anche alcuni dei circa 750 mila cacciatori italiani.”

Green Hill non ha ancora chiuso – conclude OIPA – e la battaglia affinché in quei capannoni non entri più nessun animale è ancora aperta. Per combatterla, lontano dalla spettacolarizzazione e dal fund raising, serve l’aiuto di tutti, ma riteniamo che ad animarla debba esserci un’etica del rispetto della vita che è evidentemente estranea a quanti hanno a che fare con la caccia e considerano gli animali o strumenti o prede.

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