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GEAPRESS – Nell’aprile 2012 avvenne in Italia il più grande operazione di liberazione animale.

Così si è espressa la Fondazione Brigitte Bardot che ha voluto oggi ricordare quanto avvenne il 28 aprile del 2012. Un corteo antivivisezionista che deviò improvvisamente il suo percorso riuscendo a liberare decine di beagle dal noto allevamento di Montichiari (BS). Prima di allora mille rimpalli tra cui quelli delle autorità locali che imputavano la responsabilità del mantenimento di quella struttura alla mancanza di una precisa legislazione nazionale.

Poi, quel 28 aprile, avvenne la svolta. Le foto dei beagle passati oltre la recinzione fecero il giro del mondo. Negli anni vi era stato un  martellamento costante portato avanti dal Coordinamento Fermare Green Hill. Tante azioni di sensibilizzazione sfociate in uno spontaneo movimento di massa che decise di andare a liberare i cagnolini.

Quello stesso giorno, però, vennero  fermate alcune persone ritenute responsabili di diversi reati (il processo è ancora in corso) legati al prelievo dei cagnolini. Dalla difesa di una di loro, curata dall’Avvocato di Legambiente David Zanforlini, iniziarono le indagini difensive che portarono al clamoroso sequestro del luglio 2012. Diverse centinaia di cani vennero così dati in affidamento mentre l’iter giudiziario scaturito ha sostanzialmente confermato, almeno fino al secondo grado di giudizio, la tesi dell’accusa. Si attende ora la Cassazione.

Brigitte Bardot ha voluto ricordare con poche parole l’evento dell’aprile 2012: fino ad ora la più grande azione di liberazione animale. La stessa Fondazione ha sostenuto gli attivisti con una donazione di 10.000  Euro.

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