Green Hill: bloccato! (in Inghilterra)
GEAPRESS – Nuovo flop della multinazionale americana Marshall che si è vista bocciare il progetto di ampliamento dei suoi stabulari nello East Riding of Yorkshire. A darne comunicazione è il Coordinamento Fermare Green Hill il quale, con un suo comunicato, ha annunciato la decisione del Segretario di Stato per le comunità ed i governi locali (vedi articolo GeaPress). Diniego all’ampliamento. Viene così confermata la precedente opposizione rilasciata dalle autorità locali della cittadina ove la Marshall aveva intenzione di allargare i propri stabilimenti (vedi articolo GeaPress).
La Marshall, informa il Coordinamento Fermare Green Hill, aveva di recente acquistato l’allevamento B&K, l’ultimo rimasto a conduzione familiare nel Regno Unito. L’ampliamento degli stabulari prevedeva la costruzione di cinque nuovi capannoni. Sicuramente per ampliare la lista di clienti inglesi, ma anche per far fronte ai continui boicottaggi delle compagnie di trasporto che in molti casi hanno poi rinunciato all’invio dei cagnetti fuori dai confini della Gran Bretagna. Tra gli animalisti inglesi, inoltre, girò la voce che la multinazionale americana stava decidendo di ampliare i propri stabulari in Inghilterra, per far fronte ai noti problemi che in Italia caratterizzavano la permanenza dell’allevamento gemello ovvero l’ormai arcinoto Green Hill di Montichiari (BS).
Ora il blocco che parrebbe proprio definitivo.
Curioso il commento del direttore inglese di Marshall/B&K. Il divieto imposto dalle autorità inglesi pregiudica il benessere degli animali. Questo perché i cani già detenuti continueranno a stare in capannoni “superati”. Se tale affermazione fosse vera, sarebbe forse in contraddizione con i filmati della luccicante struttura propinata da Marshall proprio nello East Rinding of Yorkshire (vedi video). E allora, dove sta la verità?
Di certo, ritornando al nostro paese, dall’allevamento gemello italiano, sono partiti nel 2011 alcuni cani per la struttura preesistente inglese. Trattavasi di femmine adulte, probabili fattrici (vedi articolo GeaPress). Va ad ogni modo ricordato come anche per l’Italia, la Marshall ha avuto bloccato l’ampliamento dei suoi stabulari. Ora quelli inglesi.
Intanto il Coordinamento fermare Green Hill, continua la sua attività informativa contro l’allevamento di Montichiari. Il prossimo appuntamento è fissato per sabato 4 febbraio alle ore 15.00, in corso Zanardelli (angolo corso Palestro) a Brescia.
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I MIEI COMPLIMENTI A CHI HA “BOCCIATO” L’AMPLIAMENTO DEL MALEDETTO ALLEVAMENTO DI GREEN HILL ANCHE IN INGHILTERRA !!!!!!
Non basta mai AMPLIARE LA SOFFERENZA che regalate a milioni di animali ..vero Marshall???
che gioia..che gioia..ho riletto tre volte l’articolo e credetemi tutte le emozioni che mi attraversano in questo momento mi fanno sentire talmente euforica,che ho voglia di urlare!!!e allora urlo.forza non smettiamo mai di sperare,non smettiamo mai di restare uniti, tutti noi che vogliamo sentire affermare piu’ spesso la parola “DIRITTI”
BENE!!!!
Forse è venuto il momento che la Marshall si faccia un esame di coscienza e la smetta di continuare su questa strada assurda. Ormai è conosciuta da mezzo mondo come una multinazionale che specula sulla sofferenza di esseri più deboli e incapaci di difendersi, dovrebbe voltare pagina e pensare a metodi alternativi lasciando stare gli animali, non solo i beagles ma tutti gli esseri senzienti
finalmente..anche chi stà un po più su e può decidere per tutti ..a fatto buon uso del cuore e dei sentimenti di migliaia di persone che amano gli animali….COMPLIMENTI …a questa persona che non ha permesso anche in Inghilterra ad un amliamento della struttura già esistente …BASTA DOLORE!!!! anzi speriamo riescano a chiudere anche questa gemmella di green hill …MARSHALL ma non hai ancora capito che noi NON TI VOGLIAMO ?????….DEVI ANDARTENE scomparire da tutta la terra …
ora chiudiamo green hill!!!!!!!!!!!!!!!
“Il divieto imposto dalle autorità inglesi pregiudica il benessere degli animali. Questo perché i cani già detenuti continueranno a stare in capannoni “superati”.”ha un bel coraggio quello a fare certe figure.ma muori schifoso parassita
Per rispondere a tutti coloro che su internet sono pronti a dire “ok ma tanto lo riapriranno da una altra parte”,
per riaprirlo da una altra parte ci vogliono MILIONI, non è che “aprire” un posto lo si fa con forbici, cartoncino e colla stick. Ci possono volere mesi o anni tra burocrazia e costruzione effettiva, oltre che soldi a camionate.
Inoltre, dal momento che i più grandi gruppi farmaceutici che USANO questi animali per le loro assurde ricerche sono principalmente nell’Europa centrale, aprire una nuova green hill in polonia, in cina, in turchia, significa dover aggiungere ulteriori milioni in contratti con compagnie aeree (che pure sono teniamo sotto pressione affinchè lascino questo business) per trasportarli.
E se il business comincia a diventare sconveniente sotto il profilo economico, siamo certi che saranno tutti pronti a passare a metodi alternativi.
Nel frattempo, continuate a comprare prodotti non testati!