GEAPRESS – Dall’Europa risposta in controtendenza rispetto a quanto dichiarato dal Sindaco di Montichiari Elena Zanola nella conferenza stampa del 7 dicembre scorso (vedi articolo GeaPress). Il Sindaco, relativamente alla chiusura di Green Hill, aveva infatti riferito come il problema era sostanzialmente europeo. In altri termini è la superiore Direttiva approvata a Strasburgo e le sue non regole ad impedire la chiusura dell’allevamento di Green Hill. Secondo il Sindaco, un’autorità locale (ovvero lei) ben poco poteva fare in mancanza di una disposizione nazionale.

Non la pensava così l’On.le Andrea Zanoni il quale, accompagnato da Edoardo Stoppa e la troupe di Striscia La Notizia, aveva depositato lo scorso dicembre una interrogazione urgente al Parlamento Europeo. Oggetto dell’atto parlamentare erano le gravi irregolarità riscontrate nel corso della perquisizione eseguita nell’allevamenti Green Hill il 30 settembre 2011 (vedi articolo GeaPress e video Striscia).

Il Commissario Ue all’Ambiente Janez Potočnik, ha ora fornito la risposta che non lascia spazio a dubbi. Per il Commissario, se irregolarità vi sono, alla chiusura deve provvedere l’Italia e non certo una nuova legge dell’Europa. La Direttiva europea detta le regole che a dire di Zanoni, e molti altri, sarebbero violate dall’allevamento di Montichiari. Una Direttiva lacunosa ma non tanto rispetto alle rilevanze che parrebbero essere emerse. Una certezza, però, nella norma europea, c’è. A chiudere Green Hill, come un qualsiasi altro allevamento nel caso inadempiente, devono essere le autorità nazionali.

Per l’On.le Zanoni, sull’immediato intervento del Comune contro Green Hill non vi sono dubbi. L’Autorità preposta deve essere il Sindaco che però, a sentire la Zanola, non può intervenire. L’oggetto della questione è in effetti l’autorizzazione comunale che secondo alcuni sarebbe stata violata. Secondo il Sindaco, no.

Ieri sera, intanto, c’è stata l’approvazione alla Camera dei Deputati del cosiddetto emendamento Brambilla (vedi articolo GeaPress). Durante i lavori preparatori dei mesi scorsi è stato sfoltito rispetto al testo inizialmente depositato dall’ex Ministro, ma un punto è rimasto integro. Ovvero vietare su tutto il territorio nazionale gli allevamenti di gatti, cani e primati. Certo, una volta concluso l’iter della Legge comunitaria, non sarà certo la fine della vivisezione, anzi riguarda una percentuale minoritaria degli animali utilizzati, ma sarebbe la fine di Green Hill e (per il futuro) di altri come lui. Green Hill, infatti, è l’ultimo allevamento italiano di cani beagle da destinare alla sperimentazione medica.

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