elefante africano
GEAPRESS – Una notizia non ancora pubblicata in riviste scientifiche, ma confermata dai ricercatori dell’Università di Harvard su un noto giornale inglese. All’interno di cellule prelevate dal corpo di un elefante, sarebbe stata inserita una breve sequenza di DNA di Mammut.

I resti del grande animale, ormai estinto da migliaia di anni, era stato trovati in buono stato di conservazione “imprigionati” all’interno del  terreno ghiacciato. I ricercatori sono così riusciti a prelevare tratti sepcifici del suo DNA che si trova, ora, in cellule di elefante tenute in vita in laboratorio. La speranza, così è stata presentata nei giornali, è quella di riportare in vita il Mammut. Per quale ambiente, poi, è tutto un mistero.

La BUAV, la più antica associazione antivivisezionista inglese, solleva però molti quesiti su una vicenda che di certo sarà destinata a generare non poche polemiche. Esperimenti simili condotti su altre specie, avrebbero fornito risultati molto discutibili ai quali si è sopraggiunti dopo una lunga serie di aborti, oltre che, nel caso di nascite, di vite brevi e spesso tormentate. Una volta che si sarà riusciti a produrre zigoti di Mammut, ovvero uno dei primissi stadi dello sviluppo del futuro feto, occorrerà poi una femmina di elefante nel cui utero si dovrà procedere con l’impianto. Chi ha fornito, in ultimo, gli elefanti dai quali sono state prelevate le cellule ove si è provveduto all’inserimento di sequenze di DNA di Mammut?

Mistero, poi, sui luoghi ove dovrebbe andare a vivere il Mammut. Il tutto mentre le politiche di conservazione mondiale stanno dimostrando tutti i loro limiti nella protezione delle specie di elefanti viventi.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati