GEAPRESS – Come non ricordarsi del professore milanese licenziato per avere usato dei conigli (vivi) in classe (vedi articolo GeaPress). Eppure, in giro, avviene anche di peggio. Per essersi rifiutata di sperimentare una rana, Sarah Wingo, una studentessa di tredici anni di una scuola media della Florida, si è vista umiliare dal suo professore. Evidentemente indispettito dal fatto che la studentessa si fosse appellata alla possibilità di utilizzare un metodo alternativo, le ha riposto disponendole un sacchetto di rane morte sulla testa.

L’incredibile vicenda è accaduta a Naples, nella costa sud occidentale della Florida. Scontata l’indignazione della madre e non solo. Una associazione animalista americana si è offerta di fornire kit didattici alternativi, mentre in molti hanno chiesto l’allontanamento del professore per i quantomeno discutibili metodi “educativi” da lui adottati.

Ogni anno negli Stati Uniti, milioni di rane vengono raccolte in natura per essere così disponibili nei tavoli della dissezione scolastica. Un metodo ingiustificabile, sia per l’utilità dei kit didattici alternativi disponibili, ma anche per la stessa salvaguardia delle rane. Questo sia per la loro vita che per il pericolo derivante dalla continua rarefazione che molti anfibi stanno subendo in natura.

Sembra che l’esperimento più in voga sia quello (settecentesco!) di Galvani sulla scarica elettrica nei muscoli delle rane. Evidentemente, da allora, in alcune zone non molto è cambiato. Fare inoltre “ammirare” ad un ragazzino un animale diviso in parti (peraltro per un banale principio) è poi, dice chi ha messo a disposizione i kit alternativi, una  questione di insensibilità. Figuriamoci umiliarlo di fronte a tutti con un sacchetto di rane morte in testa. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).