GEAPRESS – In controtendenza alle più volte dichiarate intenzioni del neo Commissario alla Salute Tonio Borg (vedi articolo GeaPress ) la relazione Alternative (non-animal) Methods for Cosmetics Testing: Current Status and Future Prospects – 2010 dell’Unione Europea, rileva come nella comunità scientifica predomina l’idea che per la sostituzione completa della sperimentazione animale siano necessari ancora dieci anni. Il rapporto è antecedente alle affermazioni di Borg, il quale si è dichiarato contrario ad ogni ulteriore slittamento del divieto oltre la scadenza prevista nel marzo 2013. Un rapporto, però, che grava come una pericolosissima insidia.

Il dato, niente affatto positivo, è stato reso noto dell’Europarlamentare italiano Andrea Zanoni (IdV) il quale insiste ora sull’esigenza di non prendere ulteriore tempo. Quello che occorre, ha riferito Zanoni, è un impegno concreto da parte dell’Europa.

Il tutto nasce da una interrogazione presentata lo scorso settembre dal nostro europarlamentare. Oggetto dell’intervento era l’attività dell’ ECVAM (European Center for Validation of Alternative Methods) che si occupa di validare i metodi alternativi. Si è così saputo che tale centro ha svolto 48 studi di convalida mentre altri 14 sono tutt’ora in corso. Nei giorni scorsi molte polemiche si erano avute sul fatto che l’inerzia nel portare avanti tali studi è una delle principali cause del continuo derogare al divieto. Preoccupazione, questa, che era stata espressa dallo stesso Borg.

La Commissaria Ue per la ricerca, l’innovazione e la scienza, Máire Geoghegan-Quinn, in risposta all’interrogazione di Zanoni, ha fatto sapere come “negli ultimi anni sono stati spesi circa 8 milioni di euro l’anno per il personale tecnico-scientifico, per le apparecchiature e per gli altri costi operativi”.

Per Zanoni, però, dieci anni di rinvio sono inconcepibili. “Se va avanti di questo passo – ha riferito l’On.le Zanoni – diventa quasi una prospettiva ottimistica visto che oggi si corre il rischio di rinviare addirittura l’entrata in vigore del divieto dei test cosmetici sugli animali, possibilità da esorcizzare a tutti i costi”. Per Zanoni “abbiamo bisogno di un impegno concreto da parte dell’Europa affinché venga fatto tutto il possibile per incentivare la ricerca“. Il tutto, conclude Zanoni, al di là delle facili promesse di circostanza.

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N.B: il termine dei dieci anni riportato nella relazione Alternative (non-animal) Methods for Cosmetics Testing, va inteso come relativo a tutte le forme di sperimentazione animale.